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SICUREZZA INFORMATICA

Bufala WhatsApp, nessun pericolo di formattazione per il telefono

Una nuova catena di Sant’Antonio metterebbe in guardia dalle chiamate ricevute da un numero di cellulare. Di vero, però, c’è poco o nulla

9 Luglio 2017 - Il messaggio, come al solito, ha toni allarmistici. E, molto probabilmente, questo favorisce la sua viralità e rapida diffusione. Fatto sta che da qualche ora a questa parte gli utenti italiani di WhatsApp stanno ricevendo un messaggio spam che li metterebbe in guardia dalla pericolosità delle chiamate in arrivo da un numero di cellulare italiano.

Il testo che si riceve è, a grandi linee, il seguente: “Per favore avvisa i contatti della tua lista di non rispondere al numero +39-347… è un virus che formatta il tuo cellulare. Attenti è molto pericoloso.. L’hanno annunciato oggi alla Rai TV. Diffondi più che puoi”. Come si può notare, in pochissime parole sono presenti tutti gli elementi chiave che favoriscono la rapida diffusione del messaggio: la “minaccia” (formattazione del telefono), il presunto “colpevole” (il numero di telefono) e la “certificazione” di autenticità (l’annuncio televisivo sulle reti nazionali). L’unica verità, però, è che si tratta dell’ennesima bufala WhatsApp.

Cosa c’è di vero nel messaggio

Probabilmente, l’unico elemento reale presente nel testo che sta rapidamente circolando su WhatsApp è il numero di telefono che dovrebbe effettuare la chiamata. Da alcune verifiche, infatti, risulta essere attivo e funzionante e, molto probabilmente, il legittimo proprietario sa ben poco di quello che sta accadendo alle sue spalle. Per il resto, gli altri elementi sono totalmente campati in aria: non c’è chiamata ricevuta che sia in grado di formattare la memoria di uno smartphone (Android o iOS che sia) e, tanto meno, la RAI non ha mai dato l’annuncio attraverso i suoi canali TV.

Una bufala tra tante

La rapida diffusione della bufala WhatsApp non deve di certo stupire. Da anni, infatti, l’app di messaggistica più utilizzata al mondo è oggetto di continue campagne di messaggi spam e catene di Sant’Antonio di vario genere che provano a trarre in inganno gli utenti. Alcune sono totalmente innocue, come quella appena vista; altre, invece, mettono realmente a rischio il dispositivo utilizzato e le finanze dell’utente. Si pensi, ad esempio, ai tentativi di truffa dei falsi buoni per la spesa o alla cosiddetta truffa dei colori: in entrambi i casi si correva il rischio di ritrovarsi con lo smartphone infettato e iscrizioni a servizi a pagamento mai richiesti.

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