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Cashback, cosa ne pensa il ministro

Il ministro dell'Innovazione Vittorio Colao risponde alle domande sul Cashback di Stato e non chiude a nessuna possibilità, ma la misura è stata un successo.

Si fa un gran parlare, specialmente da quando si è insediato il nuovo Governo Draghi, di una possibile modifica delle regole del Cashback di Stato o della sua completa cancellazione. I “furbetti del Cashback“, d’altronde, offrono una perfetta sponda a chi vorrebbe cancellare la misura per riallocare i fondi altrove.

Dal Governo Draghi, però, ancora nessuna decisione ufficiale. Ma più di un pronunciamento, da parte di singoli esponenti dell’esecutivo. Dopo la proposta del sottosegretario al ministero dell’Economia Claudio Durigon (chiudere il programma a fine giugno e cancellare il secondo semestre) arriva adesso l’opinione del ministro all’Innovazione Vittorio Colao. Durante l’audizione parlamentare sul Recovery Plan il Ministro Colao ha risposto in videoconferenza alla domanda del senatore Gianmauro Dell’Olio sul cashback, esprimendo il suo parere su quanto fatto fino ad ora e su cosa si può fare ancora.

Cashback: che cosa ne pensa il ministro

Il giudizio del ministro Colao sul Cashback è molto positivo, ma paradossalmente ciò potrebbe favorire la cancellazione del secondo periodo dopo giugno: “Io non mi preoccupo molto del fatto che ci fermiamo a metà, perché francamente il Cashback già ad oggi è stato un grande successo: abbiamo un elevatissimo numero di strumenti di pagamento che sono stati registrati, molti italiani grazie al cashback hanno imparato a fare cose che prima non facevano. L’effetto traino c’è già stato“.

Colao spiega che è possibile fare gegli aggiustamenti alle regole, ma preferisce non rispondere in merito alla cancellazione del piano di rimborsi pubblici: “Io non voglio entrare nella valutazione del Cashback. Noi come Ministero siamo stati quelli che lo hanno supportato tecnicamente, ci sono sicuramente delle migliorie tecniche che si possono fare: alcune forme di pagamento possono essere migliorate, incentivate, si possono cambiare le regole. C’è un tema più generale di impatto complessivo del Cashback, che è un impatto economico e va valutato secondo altri criteri“.

In altre parole, Colao spiega che la misura ha funzionato e che la decisione su un eventuale stop al cashback spetta solo al MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Cashback: i numeri aggiornati

Mentre tecnici e politici discutono, però, il programma cashback va avanti i numeri diventano sempre più consistenti. Mentre il numero di cittadini aderenti è fermo da settimane a quasi 8,1 milioni, sale costantemente quello delle transazioni elaborate da PagoPA: i pagamenti con metodi elettronici validi registrati a sistema sono arrivati a 343,7 milioni, con 14,5 milioni di carte attivate nell’app IO.

Tra le transazioni registrate la maggior parte sono ancora ben sopra i 5 euro, quindi fuori dalla soglia del sospetto: 35,5 milioni di transazioni sono pagamenti entro i 5 euro, tutti gli altri sopra tale cifra e ben 62,6 milioni di pagamenti registrati sono per cifre tra 25 e 50 euro.

Il 73% degli utenti del cashback oggi non ha ancora fatto le 50 transazioni necessarie ad attivare il rimborso e a partecipare al Super Cashback da 1.500 euro semestrali, il vero fine dei furbetti che si nascondono all’interno del 27% degli utenti che ha raggiunto e superato le 50 transazioni.

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