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Che cos'è il Li-Fi e a cosa serve

La tecnologia Li-Fi utilizza le lampadine a LED per inviare pacchetti di dati ad altissima velocità. Ecco come funziona e dove è possibile utilizzarlo

17 Agosto 2019 - Di standard di comunicazione wireless ne esistono a bizzeffe, ognuno dei quali con caratteristiche e funzionalità adatte per uno scopo ben preciso. Ci sono quelli per comunicazioni a lungo raggio (come 4G LTE), quelli a medio (il WI-FI) e quelli a breve raggio (come Bluetooth).

Tutte quelle che oggi utilizziamo (e che utilizzeremo nell’immediato futuro, come il 5G) sfruttano onde radio, di varia lunghezza e frequenza, per consentire agli utenti di scambiare pacchetti voce e dati. Tra qualche tempo, invece, potremmo sfruttare impulsi luminosi per creare reti senza fili all’interno di ambienti chiusi anche di grandi dimensioni. O, almeno, è quanto sperano gli ideatori della tecnologia Li-Fi (acronimo di Light Fidelity), sistema che sfrutta delle normali lampadine Led al posto di una banda dello spettro radio. Dopo anni di test e prove, infatti, sembra che la tecnologia sia pronta per essere utilizzata su larga scala.

Che cos’è il Li-Fi

Come detto, si tratta di una tecnologia che sfrutta lampadine LED che emettono impulsi luminosi ad alta frequenza e capaci così di sostituire le onde radio. Il principio di funzionamento è, a grandi linee, lo stesso della fibra ottica, ma il Li-Fi è pensato per connessioni wireless e utilizza “normali” lampadine LED, mentre il primo è pensato per connessioni via cavo e utilizza impulsi laser per l’invio dei pacchetti dati.

Come funziona il Li-Fi

Da un punto di vista prettamente teorico, il Li-Fi potrebbe funzionare sia nello spettro della luce ultravioletta, sia in quello della luce infrarossa, sia nello spettro della luce visibile. Quest’ultimo, però, è talmente ampio (10 mila volte più grande dell’intero spettro radio) che aziende e scienziati si sono concentrati sullo sviluppo del protocollo di comunicazione wireless che utilizzano lampadine LED.

Di base, il funzionamento di una rete Li-Fi è tutto sommato semplice. Le lampadine della rete emettono impulsi luminosi ad altissima frequenza, in modo che l’occhio umano non noti alcuna differenza e il sistema visivo non risulti “disturbato” da questo comportamento. Allo stesso tempo, però, gli impulsi “invisibili” inviano pacchetti dati a dispositivi compatibili con lo standard.

Questi ultimi, dotati di fotoricettori ad hoc, ricevono il segnale luminoso, lo “interpretano” e inviano a loro volta dei pacchetti dati sfruttando una fonte luminosa (il LED del flash della fotocamera di uno smartphone, ad esempio). A gestire lo scambio di pacchetti uno speciale chip che deve essere implementato sulle lampadine che andranno a formare la rete senza fili “luminosa”.

I vantaggi del Li-Fi

Per come è pensato e potrebbe essere configurato, il Li-Fi garantirebbe vantaggi non indifferenti rispetto al Wi-Fi. Prima di tutto, potrebbe essere implementato all’interno di un normale impianto di illuminazione, senza bisogno di ulteriori cablaggi e con una spesa non troppo elevata. Sarebbe poi in grado di gestire un numero maggiore di dispositivi, garantendo una velocità di connessione di gran lunga superiore al Wi-Fi. Nei test di laboratorio, il Li-Fi ha raggiunto la velocità di 223 gigabit al secondo, mentre l’attuale standard Wi-Fi supera di poco 1 gigabit. Il Li-Fi, inoltre, è immune a rumore elettromagnetico e può essere utilizzato in ambienti dove il Wi-Fi potrebbe causare interferenze con altre tecnologie che sfruttano la stessa banda dati.

A cosa serve il Li-Fi

Il Li-Fi nasce per poter esser utilizzato all’interno di ambienti chiusi, così da massimizzare la sua efficienza. Ad esempio, potrebbe diventare una validissima alternativa al Wi-Fi all’interno degli uffici, dove basterebbe sostituire le lampadine utilizzate con quelle al LED compatibili con lo standard per avere una rete wireless ad alta velocità e banda ultralarga. Le sue caratteristiche, però, la rendono adatto anche per l’utilizzo all’interno di una smart home, dove potrebbe gestire senza difficoltà le comunicazioni tra i vari dispositivi della casa.