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Cina contro Elon Musk per i satelliti di SpaceX Fonte foto: Ansa
SCIENZA

Cina infuriata per i satelliti di Elon Musk: rischio collisione

Elon Musk e i satelliti della sua SpaceX non piacciono affatto alla Cina: la stazione spaziale del paese asiatico sarebbe stata sfiorata dalle tecnologie

Rivoluzionare l’accesso allo spazio: è questo lo slogan ufficiale di SpaceX, l’agenzia spaziale guidata dal numero uno di Tesla, Elon Musk, è sempre pronto a stupire il mondo con le sue iniziative fuori dal comune. Le rivoluzioni hanno creato spesso confusione e quella della società californiana non è da meno, se non altro se si tiene conto del punto di vista della Cina. L’ex impero celeste ha deciso di denunciare un fatto particolare all’ONU, un “comportamento” pericoloso dei satelliti inviati in orbita dalla stessa SpaceX. In pratica, queste tecnologie hanno rischiato di entrare in collisione per ben due volte con Tiangong, la stazione spaziale cinese.

Il tamponamento tra le stelle sarebbe stato soltanto sfiorato, ma Pechino ha deciso di non farla passare liscia a Musk. Nei mesi scorsi, i satelliti Starlink hanno fatto arrabbiare e non poco la nazione asiatica, dunque c’è l’intenzione di far presente quali siano le responsabilità di ogni azienda in ambito spaziale. La conferma degli incidenti sfiorati per un soffio è arrivata da Zhao Lijian, portavoce del ministero cinese degli Esteri: qualcuno sta pensando a un pretesto nuovo per l’ennesima lite con gli Stati Uniti, ma il rapporto sui fattacci avvenuti nello spazio extra-atmosferico è corposo e dettagliato. Quando si è arrivati a un passo dalla tragedia?

I due episodi contestati

Le mancate collisioni risalgono a non molti mesi fa, per la precisione lo scorso luglio e lo scorso ottobre. La stazione spaziale cinese sarebbe stata costretta ad adottare una serie di misure eccezionali e preventive per scongiurare gli incontri ravvicinati dell’incerto tipo. Ecco perché Pechino vorrebbe che esistessero le responsabilità internazionali del singolo Stato in casi come quelli appena descritti, nonostante non sia certo semplice monitorare tutto il traffico spaziale. Tra l’altro, chiedere a SpaceX di fare maggiore attenzione con i suoi satelliti non è proprio la cosa più semplice del mondo. Questi lanci orbitali, infatti, sono una delle priorità della compagnia di Musk.

Satelliti a profusione

Da quando esiste, i lanci di queste tecnologie con il logo della società di Hawthorne ben impresso sono stati oltre 1.600, un numero davvero impressionante. Come se non bastasse, gli Stati Uniti hanno autorizzato SpaceX a lanciare altri 12mila satelliti, il che significa che il cosmo sarà molto più affollato di quanto non lo sia già oggi. La certezza è che, nonostante i record raggiunti, Elon Musk non è affatto simpatico ai cinesi. Prima delle proteste ufficiali di Pechino, i social network della nazione più popolosa del mondo si sono letteralmente scatenati negli ultimi giorni con le accuse rivolte al fondatore di Tesla. Molti nemici, molto onore?

Quello che non piace di Musk è la spavalderia eccessiva con cui viene gestita l’agenzia spaziale, con critiche ben precise sulla mancanza di esperienza in un campo tanto delicato e complesso. I satelliti “fastidiosi” sono diventati dunque l’occasione per invitare il numero maggiore possibile di cittadini cinesi a boicottare gli altri business dell’imprenditore americano, Tesla in primis. In poche parole, non viene più accettato il fatto che tante persone residenti in questo paese stiano contribuendo alla fortuna di uno degli uomini più ricchi del mondo che è attualmente anche una seria minaccia per Tiangong.

Simone Ricci

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