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Coronavirus, arriva l'app dell'OMS per capire se si è malati

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato di aver sviluppato un'applicazione per monitorare i contagi. Ecco come dovrebbe funzionare

Alcuni Paesi nel mondo, come l’India, il Regno Unito e l’Australia, hanno già reso disponibile per i propri cittadini un’app ufficiale per monitorare il coronavirus. Altri Paesi, come l’Italia, ci stanno lavorando e a breve renderanno disponibile la propria app (nel caso italiano, l’ormai ben nota Immuni). Adesso arriva anche l’app universale, sviluppata dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità.

Lo riporta Reuters, specificando che l’app è stata realizzata da specialisti del settore in modo del tutto volontario e gratuito. Alcuni di essi sono ex Microsoft e Google e l’app è open source. Si tratta di un’app universale che può essere usata così com’è, oppure personalizzata nel singolo Paese per dare informazioni sulle normative specifiche da seguire in caso di sospetto contagio. Non è ancora chiaro, però, se si tratti di un’app per monitorare i soli sintomi clinici riconducibili al coronavirus o anche i possibili contatti dell’infetto. Non si sa, quindi, se sia una vera e propria app di “contact tracing“.

Coronavirus: l’app universale OMS

Alla base della scelta dell’OMS di affidarsi a degli specialisti per creare un’app universale per monitorare i sintomi del coronavirus, ed eventualmente anche i contatti, c’è il fatto che non tutti i Paesi sono sufficientemente organizzati per realizzare e gestire in proprio un’app del genere. Ma siccome quella da coronavirus è ormai da mesi una pandemia e non più un’epidemia locale, allora è importante combatterla ovunque e non solo nei Paesi economicamente sviluppati. Di qui il senso di “regalare” al mondo un’app, per aiutare anche i Paesi poveri a combattere il virus.

App Coronavirus OMS: funzionerà il contact tracing?

Secondo le notizie raccolte da Reuters, il team che sta sviluppando l’app, che sarà disponibile entro fine mese, sta anche considerando la possibilità di tracciare i contatti (o almeno la “prossimità“) dei sospetti contagiati. Gli ingegneri hanno svolto un lavoro preliminare e hanno discusso con Apple e Google sull’eventuale adozione di un sistema di contact tracing vero e proprio. Tale sistema, eventualmente, si baserebbe su uno scambio di chiavi tra telefoni che si trovano a pochi metri l’uno dall’altro per almeno cinque minuti.

Gli smartphone manterrebbero registri anonimi di tali incontri, consentendo a qualcuno che in seguito diventa positivo di inviare in modo anonimo notifiche a contatti recenti sulla loro possibile esposizione al virus. Detta così, quindi, sembrerebbe proprio che l’OMS abbia accettato in modo quasi ufficiale di adottare il sistema di contact tracing proposto da Google e Apple nelle settimane scorse.

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