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Digitale Terrestre: mancano 100 giorni ma si cambia già oggi

Le TV locali continuano a spostarsi da un MUX all'altro per adeguarsi alla normativa, mentre per gli utenti potrebbe arrivare un nuovo Bonus TV raddoppiato.

Mancano 100 giorni esatti al 1° settembre, una data importante per i telespettatori italiani perché segna l’inizio della transizione dall’attuale Digitale Terrestre di prima generazione al nuovo DVB-T2. Da settembre, infatti, scatta il primo step tecnico: tutte le emittenti dovranno trasmettere esclusivamente con codifica MPEG-4 (oggi molte TV usano il vecchio MPEG-2).

Il nuovo codec di compressione permetterà di trasmettere la stessa quantità di canali nella metà dello spazio radio, “risparmiando" moltissime frequenze che verranno riassegnate dallo Stato per altri scopi, come la nuova rete telefonica 5G. Già da diversi mesi, man mano che le emittenti italiane si sono andate adeguando alla normativa e sono passate all’MPEG-4, ci sono stati diversi spostamenti di canali all’interno dei singoli MUX, o da un MUX all’altro. Ci sono stati anche spegnimenti totali di interi MUX (le cosiddette “rottamazioni“). Anche negli ultimi giorni sono stati registrati dei cambiamenti su diversi MUX regionali. Ecco come sono cambiati i canali e come prepararsi al 1° settembre 2021.

Digitale Terrestre: quali canali sono cambiati

Andando da nord verso sud, sono principalmente tre le Regioni italiane dove si registrano spostamenti di emittenti locali: Lombardia, Emilia Romagna e Calabria.

In Lombardia dal MUX Rete 55 eliminati i tre canali duplicati di La Grande Italia, che occupavano gli LCN 197, 254 e 858, ma l’emittente resta visibile dal MUX Retecapri (sempre con LCN 254).

In Emilia Romagna nel MUX Telereggio sono arrivate TeleRomagna (LCN 74), DITV 8LCN 90) e DITV 92 (LCN 92), ma è sparita TRC BO (che trasmetteva con LCN 15).

In Calabria, all’interno del MUX Video Calabria, è arrivata la TV locale TeleJonio, con LCN 73.

Digitale Terrestre: che succede da settembre

A partire dal 1° settembre chi non ha una TV in grado di decodificare i canali trasmessi con codec MPEG-4 finirà per non vedere più nulla. Si tratta solo del primo step tecnico, ma non dell’unico che dovranno affrontare gli utenti italiani del DVB. Successivamente, a partire dal 21 giugno 2022, ci sarà un ulteriore cambiamento e tutte le emittenti dovranno iniziare a trasmettere usando il nuovo standard DVB-T2 con codifica HEVC (H.265).

Questo vuol dire che in Italia c’è al momento un numero di televisori, difficilissimo da calcolare con precisione, non compatibile con i nuovi standard. Solitamente si tratta di vecchie TV comprate prima del 2017 e che ancora vengono usate in stanze della casa secondarie, come la cucina o la cameretta dei bambini.

Per tutti colori che sono in questa condizione la scelta purtroppo sarà limitata a tre sole opzioni: o comprare una nuova TV in sostituzione della vecchia (qui alcuni modelli interessanti), o comprare un decoder aggiuntivo da connettere all’apparecchio non più compatibile (qui alcuni modelli interessanti), o rinunciare del tutto alla TV in quella stanza.

Per fortuna esiste il Bonus TV governativo, un contributo a fondo perduto fino a 50 euro che “non basta ma aiuta" a ripagare parte della spesa. Al momento è limitato alle famiglie con ISEE fino a 20 mila euro, ma è al momento in discussione un aggiornamento del bonus per portarlo a 100 euro per tutti, ma solo in cambio di una vecchia TV da rottamare.

In questo momento, quindi, il consiglio più saggio è di aspettare alcune settimane per capire se arriverà il nuovo Bonus TV o se resterà quello attuale. Nel frattempo, però, vi invitiamo a leggere questa guida su come scegliere una TV 100% compatibile con i nuovi standard e le nuove tecnologie che diventeranno la normalità a partire da settembre.

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