e-fattura Fonte foto: Shutterstock
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Digitalizzazione aziendale, nuovo impulso con la fattura elettronica

L’introduzione dell’e-fattura tra privati ha spinto moltissime aziende ad avviare processi di digitalizzazione dell’intero processo produttivo

26 Marzo 2019 - Tutti prevedevano che l’impatto iniziale della fattura elettronica sarebbe stato terribile. Ma, stando ai numeri dei primi due mesi di “attività” e alle reazioni degli imprenditori (piccoli, medi e grandi), in special modo se giovani, sembra che la previsione sia quasi completamente errata. Tra gennaio e febbraio 2019, fa sapere l’Agenzia delle Entrate, sono state inviate 350 milioni di e-fatture, stessa cifra dell’intero 2018 (quando l’obbligo, però, non era ancora attivo).

A questo, come accennato, si unisce anche l’accoglienza tutto sommato positiva degli stessi imprenditori. A dispetto di quanto inizialmente previsto, infatti, tra i più giovani (e non solo) l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria non è stata vista solamente come un’imposizione, ma anche come occasione di innovare l’intero processo produttivo. Certo, inizialmente si è andati incontro ad alcuni ostacoli e a dei rallentamenti, ma grazie a un’attenta programmazione e al coinvolgimento dei protagonisti di tutte le fasi del processo, l’adozione dell’e-fattura ha dato una sostanziale spinta verso la digitalizzazione.

Fattura elettronica e digitalizzazione, il caso delle aziende agricole biologiche

Il portale Agenda Digitale riporta i casi di EcorNaturaSì e Pizzi Osvaldo&C., due piattaforme agricole italiane attive nel settore dell’agricoltura biologica e con canali di distribuzione sull’intero territorio nazionale. Entrambe le aziende hanno approfittato dell’introduzione dell’e-fattura per apportare sostanziali modifiche ai propri processi aziendali, innovando l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione.

Per EcorNaturSì, il processo di digitalizzazione ha preso il via nel 2017, con l’introduzione di un nuovo gestionale in vista della successiva adozione della fattura elettronica. Ciò ha permesso di affrontare per tempo le criticità del caso e di risolverle prima che potessero portare a un blocco del flusso di fatturazione. Inoltre, già da inizio 2018 l’azienda ha dematerializzato l’intero ciclo di ordine, carico e fatturazione, che ha permesso di rendere ancora più virtuoso il processo di adozione dell’e-fattura.

Per Pizzi Osvaldo&C. l’introduzione della fatturazione elettronica non è stato un “fatto privato”. L’azienda, infatti, si occupa del packaging di prodotti ortofrutticoli e della loro distribuzione. Il processo di digitalizzazione, dunque, ha riguardato anche i fornitori, nella gran parte dei casi piccoli produttori agricoli locali che non sempre hanno accettato di buon grado questa novità. In concomitanza, l’azienda ha introdotto l’utilizzo di un nuovo gestionale, che comprende anche la posta elettronica.

In questi processi, il ruolo giocato dalla posta elettronica e dalla PEC in particolare non è infatti da sottovalutare. Per mini e micro imprese, infatti, la PEC è una delle modalità di invio e ricezione di fattura elettronica più comode ed economiche. La Posta Elettronica Certificata non richiede particolari conoscenze tecnologiche – funziona come una normale casella di posta elettronica, e ha costi contenuti se paragonati a quelli di una piattaforma per invio e ricezione di e-fatture.

Libero Family PEC, ad esempio, la casella di posta certificata da 1GB pensata per le famiglie, costa appena 9,90 euro annui e consente di inviare e ricevere i messaggi PEC (anche con fattura elettronica allegata), mentre con Libero Mail Pec pensata per aziende e liberi professionisti lo spazio a disposizione è illimitato con soli 25 euro (+ IVA) l’anno.

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