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Dopo gli USA, anche servizi segreti italiani puntano il dito su TikTok

I servizi segreti italiani hanno ricevuto mandato di studiare l'uso che TikTok fa dei dati degl utenti. A rischio la sicurezza nazionale?

22 Gennaio 2020 - TikTok di nuovo sotto la lente d’ingrandimento degli 007, questa volta di quelli italiani: dopo le indagini della National Security Agency, che ha portato al divieto per i soldati americani di usare l’app sui telefoni governativi, ora arriva anche il mandato ai servizi segreti italiani di indagare sul social cinese.

Secondo quanto riporta Il Messaggero, infatti, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) avrebbe dato mandato all’Aise, l’Agenzia per le informazioni e la sicurezza esterna, e al Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, di aprire una istruttoria sull’uso dei dati degli utenti da parte di TikTok. In pratica i servizi segreti italiani devono capire dove finiscono, e come vengono usati, i dati personali e i contenuti caricati sul social dai 6,4 milioni di utenti italiani. Perché, a quanto pare, non è solo un problema di privacy ma addirittura di sicurezza nazionale.

Sicurezza nazionale

Il problema principale di TikTok è che è sviluppata dalla società cinese ByteDance che, come tutte le aziende cinesi che lavorano sul Web, è tenuta a rendere i dati raccolti disponibili alle autorità governative. I server di TikTok sono tutti in Cina, quindi i dati degli utenti italiani vanno a finire su un server cinese e possono essere controllati dalle autorità cinesi senza alcuna limitazione. Ma, come sempre quando si parla di app per smartphone, il problema non sono solo i dati che l’utente (in questo caso soprattutto minorenni) immette volontariamente nell’applicazione (in questo caso caricando un breve video). TikTok, infatti, per funzionare chiede e ottiene dall’utente una lunga serie di permessi di accesso allo smartphone.

Cosa può fare TikTok sul tuo dispositivo

Basta andare sulla pagina del Play Store di TikTok per leggere le autorizzazioni richieste dall’app per funzionare. Sono veramente tante e tutte di “alto livello“. TikTok, una volta installata, può: accedere alla cronologia del dispositivo e conoscere quali altre app sono installate; accedere ai dati personali del titolare dello smartphone e aggiungere o rimuovere account; accedere a tutte le foto, gli elementi multimediali e i file sul dispositivo; registrare audio; conoscere le informazioni relative alla rete Wi-Fi; registrare video e fare foto; leggere la lista dei contatti; leggere, modificare e cancellare il contenuto di una memoria USB collegata al dispositivo; leggere le impostazioni Home e le scorciatoie; ricevere dati da Internet; impedire al dispositivo di andare in risparmio energetico; espandere/comprimere la barra di stato; disinstallare le scorciatoie; controllare il flash; eseguire codice all’avvio del dispositivo; controllare la vibrazione del dispositivo; installare scorciatoie; visualizzare le connessioni di rete; riordinare le app in esecuzione; creare account e impostare password; attivare e disattivare la sincronizzazione; avere accesso completo alla rete; cambiare le impostazioni audio; utilizzare gli account sul dispositivo.

Perché TikTok è potenzialmente pericoloso

Moltissime altre app (anche famose) richiedono, e ottengono in fase di installazione, una lista di permessi simili a quelli di TikTok. Quest’ultima, però, ha il “difetto” di essere una app cinese e, in quanto tale, lo sviluppatore è soggetto alla normativa cinese. Che tutto è tranne che rispettosa della privacy. Ma non solo: potendo accedere a microfono e videocamera l’app può virtualmente essere usata a distanza per spiare l’utente e, ovviamente, inviare i file registrati in Cina. Dove, ancora una volta, un funzionario del Governo può visionare quel file e farne ciò che vuole.

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