I droni andranno a caccia di grida umane: c’è un motivo Fonte foto: 123rf
SCIENZA

I droni andranno a caccia di grida umane: c’è un motivo

Sviluppati nuovi droni in grado di rilevare suoni impulsivi come battiti di mani e urla. Lo scopo è soccorrere le vittime di incidenti o altre emergenze

Fin dalla loro invenzione i droni sono stati visti con sospetto da certe persone, per via del loro strano aspetto che li rende simili a robot sanguinari visti nei film di fantascienza. Con un nuovo annuncio degli scienziati, adesso, queste macchine volanti ricorderanno ancora di più un film distopico in stile “Terminator" o “Quiet Place". I ricercatori del Fraunhofer Institute for Communication, Information Processing and Ergonomics in Germania, infatti, hanno programmato i loro droni per andare a caccia di grida umane.

Si tratta, però, di un’invenzione a fin di bene: i droni aiuteranno i soccorritori a trovare rapidamente le persone intrappolate o ferite in situazioni di emergenza.

Come sono fatti i droni che vanno a caccia di grida umane

La ricercatrice Macarena Varela, in un’intervista a Mashable, ha spiegato che lei e il suo team di ricerca avevano già sviluppato un sistema simile nel 2018, ma era troppo grande e pesante da montare su un drone: “Abbiamo montato dei microfoni con un sistema innovativo chiamato ‘a nido di corvo’, dove tutti i microfoni sono posizionati in modo casuale in una sfera. Questa particolare configurazione offre una copertura sonora in ogni direzione".

I ricercatori utilizzano poi la tecnica del ‘radar monopulsato’ per stabilire l’angolo esatto del suono. Questa tecnica confronta almeno due fasci simultanei ricevuti da direzioni leggermente diverse, determinando quale segnale è più forte per rilevare la posizione di un bersaglio.

Come funzionano i nuovi droni che cercheranno suoni impulsivi

Il team di ricerca sta sperimentando diversi metodi di rilevamento per captare il suono delle persone in difficoltà, tra cui intelligenza artificiale e reti neurali. Per tutti e due gli scopi, i ricercatori del Fraunhofer FKIE stanno utilizzando un database audio che include “suoni impulsivi…. che le vittime possono produrre, come battere, battere le mani e urlare".

Nei test di laboratorio, ha spiegato la ricercatrice a capo del team, “siamo stati in grado di rilevare suoni impulsivi, come battere le mani. Attualmente stiamo elaborando i dati con il drone in volo“.

Tuttavia potrebbe passare del tempo prima di vedere questo sistema in azione. I test sono ancora in corso e una delle sfide più ardue è rappresentata dalla cancellazione del rumore del drone durante il volo ma è solo questione di tempo prima che i droni possano andare a caccia di vittime di emergenze e salvare vite umane.

Armando Mercuri

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