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Facebook chiude miliardi di account: chi è a rischio

Facebook ha introdotto un nuovo algoritmo che elimina in modo automatico tutti gli account fake. Ecco come funziona e chi colpisce

Forse Facebook ha finalmente trovato un metodo per far fuori profili fake e troll di vario tipo, ed è un metodo estremamente complesso chiamato “Deep Entity Classification” (DEC). I risultati? Ottimi, secondo Facebook: 6,6 miliardi di profili fake cancellati nel 2019.

Risultati strabilianti, ai quali si aggiungono milioni di tentativi di creare profili fake stroncati sul nascere ogni giorno, sempre grazie a DEC. Numeri che, indirettamente, indicano anche quanto enorme sia l’industria dei profili fake sui social network. Facebook in primis, ma non solo Facebook. Ad una sfida così grande Facebook ha risposto con un algoritmo altrettanto grande: all’interno del DEC rientrano oltre 20 mila parametri analizzati per ogni profilo, in modo da essere certi che non si sta cancellando un profilo legittimo e, allo stesso tempo, per rendere l’algoritmo molto più difficile da raggirare.

Facebook DEC: come funziona

I primi algoritmi “anti fake” di Facebook prendevano in considerazione pochi parametri, come la quantità di richieste di amicizia inviate in un determinato lasso di tempo dal profilo sospetto. La prima cosa che si fa con un profilo fake, infatti, è inviare richieste a raffica verso utenti di ogni parte del mondo. Tuttavia, è stato semplice per l’industria dei profili falsi riprogrammare la strategia spalmando le richieste di amicizia in modo da bypassare il filtro. Con DEC, invece, Facebook prende in considerazione non solo la rete di amici di un profilo e le richieste di amicizia inviate, ma anche gli stessi parametri applicati ai contatti del profilo analizzato.

DEC, inoltre, guarda anche all’interno dei gruppi, all’attività quotidiana del profilo, ai messaggi privati e a molti altri parametri per essere sicuro che il profilo candidato all’eliminazione sia realmente falso.

Facebook DEC: i comportamenti a rischio

Facebook afferma che il numero stimato di profili fake oggi presenti sul social network non superi il 5%, un valore in un certo senso fisiologico e dovuto al fatto che non si può stringere troppo la morsa dell’algoritmo o si rischia di far fuori profili reali, ma dal comportamento sospetto. Meno remore Facebook le potrebbe avere, invece, nell’applicare il DEC anche a pagine e gruppi: l’anno scorso, ad esempio, il social ha fatto fuori 900 tra pagine, gruppi e profili falsi che usavano metodi molto sofisticati per diffondere la propaganda pro-Trump: foto profilo generate da algoritmi di AI, un network complesso di relazioni simulate, interazioni, like e condivisioni incrociate e, soprattutto, un centro di comando in Vietnam che gestiva tutto ciò. Comportamenti del genere sono chiaramente a rischio e, prima o poi, dovrebbero subire il colpo di scure della nuova Deep Entity Classification.

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