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Facebook: il bot ufficiale cita Trump e si ribella a Zuckerberg

Un bot creato da Facebook pensa che Mark Zuckerberg possa essere un killer e utilizza gergo trumpiano. Il tutto, però, è perfettamente normale

9 Agosto 2019 - Un bot potrebbe presto riscrivere tutte le “regole” del genere dei libri gialli. Secondo questo bot conversazionale di nuova generazione l’assassino non sarebbe il maggiordomo, come accade spesso nei polizieschi, ma Mark Zuckerberg, papà di Facebook e proprietario di Instagram e WhatsApp. Cosa ancora più “simpatica”, se così vogliamo dire, è che il bot è stato sviluppato proprio da Facebook.

Gli sviluppatori di Menlo Park erano infatti impegnati nella realizzazione di un software, basato su algoritmi di intelligenza artificiale, che fosse in grado di tenere una normale conversazione con degli utenti in carne e ossa. Chiamato Beat the bot, può essere “contattato” da chiunque sia iscritto a Messenger, a patto che si parli in inglese: il software, infatti, al momento è in grado di riconoscere e rispondere solo in lingua inglese. L’obiettivo è creare dei bot che sappiano sostenere delle conversazioni, dando risposte contestuali alle domande poste dagli utenti.

Il bot che parla come Trump

Come si suol dire, però, non tutte le ciambelle riescono con il buco. E, in questo caso, il bot di Facebook non sempre risponde in maniera consona. I giornalisti di Motherboard hanno voluto mettere alla prova le capacità di Beat the bot, ricevendo risposte a dir poco bizzarre. In una discussione a tema musicale, ad esempio, il bot ha finito per rispondere “Insieme torneremo a fare grande l’america, sbarazzandoci delle fake news“. Una frase dal sapore trumpiano, che poco aveva a che fare con l’argomento principale della discussione. In un’altra occasione, invece, ha risposto che Mark Zuckerberg poteva anche essere un killer.

Un comportamento perfettamente normale, per software di questo genere, ma che lascia comunque sorpresi chi non è “dentro” il settore dell’intelligenza artificiale e del machine learning. I bot ad AI, infatti, utilizzano sia le risposte dati dagli utenti sia frasi trovate online, analizzandone il contesto e tentando di capire quando utilizzare una risposta piuttosto che un’altra. Al crescre delle risposte date dagli utenti il bot affina le proprie capacità conversazionali, ma non sempre tutto va come dovrebbe.