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Fatturazione elettronica: nel 2020 meno fatture inviate, ma si dimezzano quelle scartate

Nel 2020 diminuiscono le fatture elettroniche inviate al Sistema di Interscambio (SDI), complice il lockdown da Covid-19, ma si dimezzano gli errori di fatturazione.

Nonostante il lockdown abbia fatto segnare un calo delle fatture elettroniche inviate al Sistema d’Interscambio (SdI), il numero di fatture scartate nel 2020 è stato dimezzato rispetto al 2019. Questo implica che professionisti e aziende hanno preso una maggiore confidenza con la fatturazione elettronica, diventando sempre più precisi nell’emissione dei documenti fiscali.

Secondo i dati dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID), nel 2020 sono state 178 milioni le fatture elettroniche gestite dal SDI dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, su oltre 30 milioni di file fattura ricevuti, solo 1 milione è stato scartato per errori nella compilazione o nella trasmissione. Questo dato dimostra come la fatturazione elettronica sia entrata in funzionamento a pieno regime, consentendo di far emergere l’IVA e combattere l’evasione fiscale. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha registrato tra gennaio e novembre 2020 un calo dell’imponibile IVA rilevato attraverso la fatturazione elettronica dell’11,2%, dovuto però alla crisi provocata dalle restrizioni imposte dalle misure anti-Covid.

Fatturazione elettronica: dimezzate le fatture scartate

Il Sistema d’Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate nel 2020 ha gestito oltre 178 milioni di fatture elettroniche secondo i dati dell’AGID. I file fattura ricevuti tra gennaio e dicembre 2020 sono stati 30.173.980, in diminuzione rispetto ai 32.823.689 registrati nel 2019. Una diminuzione imputabile alle molte attività costrette a chiudere durante il lockdown e duramente colpite dalle misure restrittive anti-Covid.

I file fattura scartati dal SDI nel 2020 invece sono scesi a 975.393, poco meno di un milione, mentre nel 2019 ammontavano a 2.210.764. La percentuale di file scartati è passata quindi dal 6,73% del 2019 al 3,237 del 2020, segnale che i professionisti e le aziende hanno imparato a compilare ed emettere le fatture senza errori. Questo è stato possibile anche grazie alle molte piattaforme ormai disponibili per la gestione con semplicità e velocità della fatturazione elettronica, come ad esempio il software gestionale SiFattura di Libero, che consente di creare un’anagrafica dei fornitori e dei clienti, tenere sotto controllo le fatture saldate e quelle da saldare e verificare rapidamente che i dati inseriti siano tutti corretti.

Tali servizi sono a portata di tutti i professionisti e le aziende: ad esempio, Libero SiFattura offre un piano gratuito con funzionalità base, mentre per chi ha bisogno di funzioni aggiuntive sono disponibili i piani Lite da 29 euro l’anno più IVA e piano Pro da 49 euro l’anno più IVA. Quest’ultimo in particolare offre anche la multiutenza, cioè la possibilità di condividere le fatture con commercialista e collaboratori, così da limitare il rischio di emissioni di fatture che possano essere scartate dall’SDI.

Fatturazione elettronica: imponibile IVA giù causa lockdown

Il trend di calo del numero di fatture elettroniche ricevute dall’SDI si ripercuote anche sull’imponibile IVA. Il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) nel rapporto che analizza il periodo tra gennaio e novembre 2020 ha registrato un calo complessivo dell’11,2% dell’imponibile IVA rilevato attraverso la fatturazione elettronica. Il calo riguarda soprattutto enti e società, cioè le persone non fisiche, con una percentuale del meno 11,5%, contro la diminuzione del 5,3% per le persone fisiche.

Il minimo dell’imponibile IVA è stato toccato ad aprile 2020, proprio in corrispondenza del lockdown quando tutte le attività commerciali erano sospese, con un picco del meno 37.2% rispetto all’anno precedente. Con le riaperture, da maggio a ottobre, c’è stata una ripresa fino al nuovo calo di novembre dettato dalle nuove misure restrittive.

Fatturazione elettronica: aumentano gli uffici IPA nel 2020

Il processo di trasformazione digitale che passa anche dalla fatturazione elettronica non si arresta nemmeno con il lockdown, e i dati AGID lo confermano. Nel 2020 è aumentato il numero di uffici presenti nell’indice dei domicili digitali delle Pubbliche Amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi (IPA). Si è infatti passati dai 58.323 uffici di fatturazione elettronica sull’IPA del dicembre 2019 a un numero di 58.969 uffici nel dicembre 2020.

D’altronde l’IPA è l’elenco pubblico che contiene i domicili digitali da utilizzare per le comunicazioni e lo scambio di informazioni con PA, gestori di servizi pubblici e privati. L’incremento anche durante il lockdown implica una maggiore diffusione del sistema di fatturazione elettronica, destinato a tornare a crescere quando le misure restrittive anti-Covid lasceranno spazio alla normalità e alla riapertura delle aziende e attività commerciali.

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