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I giorni durano meno rispetto a 50 anni fa: ora sappiamo perché Fonte foto: iStock
SCIENZA

I giorni durano meno rispetto a 50 anni fa: ora sappiamo perché

È una questione affascinante fatta di orologi atomici, secondi bisestili e rotazione della Terra: ora sappiamo perché i giorni durano di meno rispetto a 50 anni fa

Ultimamente vi sembra di avere meno tempo a disposizione? Avete la sensazione che le giornate durino meno, indipendentemente dalla stagione? Potreste avere ragione: la Terra sta ruotando più velocemente rispetto agli ultimi 50 anni, e come risultato le nostre giornate sono più corte.

La rotazione della Terra

L’attuale movimento rotatorio della Terra è il discendente della rotazione fatta 4.5 miliardi di anni fa, quando una densa nuvola di polvere stellare e gas è collassata su se stessa e ha iniziato a vorticare. Si chiama “momento angolare”, ed è la tendenza di un corpo di continuare a rotare finché un attore terzo non cerca attivamente di fermarlo. Un fattore importante per capire, per esempio, quanto ci vuole per arrivare su Marte.

Per questo la nostra Terra ruota e ruota, e anche se non si è mai fermata, non ha sempre ruotato alla stessa velocità: centinaia di milioni di anni fa, la Terra faceva 420 rotazioni nel tempo che impiegava a orbitare intorno al Sole. Un anno, quindi, durava 420 giorni.  Lo sappiamo grazie alle linee di crescita sui coralli fossili.

Anche se i giorni si sono gradualmente allungati nel tempo – in parte grazie all’influenza della Luna, che “tira” gli oceani e ci rallenta – siamo costanti da un po’ sulle 24 ore a rotazione e 365 rotazioni all’anno.

Ma gli scienziati si sono resi conto che sperimentiamo piccole fluttuazioni del tempo necessario a compiere una rotazione completa.

L’orologio atomico per calcolare il tempo

Dagli anni Cinquanta si usano orologi atomici, che tengono il tempo basandosi su come gli elettroni negli atomi di cesio cadono da uno stato eccitato ad alta energia a quello normale. In questo modo questi orologi sono precisi, perché non sono influenzati da cambiamenti esterni come i cambiamenti di temperatura.

Ma questa loro precisione li ha fatti sempre più allontanare da quello che era il tempo “normale” calcolato dall’astronomia basandosi sulla posizione della Terra, della Luna e delle stelle. Gli orologi atomici andavano più veloci rispetto a quelli che usano i movimenti terrestri per calcolare il tempo.

Per impedire a questa differenza di diventare troppo grande, dal 1972 si è deciso di aggiungere periodicamente secondi bisestili agli orologi atomici. A differenza dei febbraio bisestili che arrivano una volta ogni quattro  anni, i secondi bisestili sono impossibili da prevedere.

I nostri giorni durano di meno

Dal 1972, e quindi da cinquant’anni, gli scienziati hanno aggiunto secondi bisestili agli orologi atomici ogni paio d’anni. Sono aggiunti in modo irregolare perché sono irregolari le rotazioni della Terra. Ma ultimamente la rotazione della Terra sembra essersi regolarizzata, e infatti non vengono aggiunti secondi bisestili dal 2016.

Questo fenomeno non era stato previsto: e se continuerà così avremo bisogno del “reverse secondo bisestile”, cioè di togliere secondi all’orologio atomico invece di aggiungerne. Questo potrebbe causare qualche problema ai software, che non sono mai stati testati in questo senso: le compagnie di navigazione, di telecomunicazione e scientifiche ci stanno lavorando da qualche anno.

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