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Google cancella centinaia di app dal Play Store: quali sono

46 applicazioni sviluppate da un'azienda cinese sono state eliminate dal Google Play Store e altre 60 potrebbero essere cancellate a breve. Ecco il motivo

30 Aprile 2019 - Grandi pulizie di primavera nel Play Store: Google ha già eliminato 46 app dal suo store delle applicazioni e molte altre starebbe per cancellarne. Tutto ciò all’interno di un colossale “ban” ai danni dello sviluppatore cinese DO Global, che ha più di cento app su Play Store, che sono state scaricate oltre 600 milioni di volte da circa 250 milioni di utenti.

La notizia è riportata da BuzzFeed News, che un paio di settimane fa aveva pubblicato un’inchiesta nella quale emergevano comportamenti completamente fuori dai termini di utilizzo del Play Store, messi in atto dalle app di DO Global. Secondo BuzzFedd News, le app dello sviluppatore cinese, che ha tra i suoi investitori persino il gigante Baidu con il 34% delle azioni, abusano dei permessi concessi dall’utente e mettono in atto vere e proprie frodi sulla pubblicità generando click fasulli su banner pubblicitari. L’indagine di BuzzFeed News, che nasce a sua volta da una rivelazione di Check Point Security che ha scoperto la frode pubblicitaria, deve essere stata considerata più che accurata da Google visto che le prime 46 app di DO Global sono già state rimosse.

La stessa DO Global, inoltre, ha parzialmente ammesso le sue colpe. Rispondendo a BuzzFeed News, Google ha annunciato che si potrebbe arrivare al ban completo di DO Global dallo store: “Se una app viola la nostra policy, mettiamo in atto una serie di azioni che possono includere il ban dello sviluppatore per impedirgli di pubblicare app sul Play Store“.

Quali sono le app rimosse da Google

Non è ancora noto l’elenco delle 46 app di DO Global già rimosse dal Play Store, ma si sa quali sono le prime sei rimosse giorni fa in una prima reazione da parte di Google. Una di queste, chiamata Selfie Camera, è stata installata da oltre 50 milioni di utenti. Le altre cinque app sono Omni Cleaner, RAM Master, Smart Cooler, Total Cleaner e AIO Flashlight. Tutte queste app condividono, sotto il cofano, due caratteristiche tecniche comuni: integrano un codice che genera falsi click sulle pubblicità erogate da AdMob e MoPub, due piattaforme gestite rispettivamente da Google e Twitter, e raccolgono molti più dati di quanti dovrebbero sul comportamento di chi le usa.

Le app cinesi sono pericolose?

C’è anche un risvolto politico in questa vicenda: se le app raccolgono dati sui comportamenti degli utenti abusando dei permessi concessi, dove vanno a finire questi dati? In Cina, se l’app è cinese. Già a dicembre del 2018, in occasione di uno scandalo simile ma relativo ad altri sviluppatori cinesi di app, negli Stati Uniti è cresciuta la polemica alimentata anche dalle dichiarazioni del senatore democratico della Virginia Mark Warner: “Tutte queste informazioni vengono inviate a database in Cina. Oltre la truffa sulla pubblicità, tutte le informazioni private che vengono raccolte sugli americani sono un problema“.