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SICUREZZA INFORMATICA

Google spia la tua Wi-Fi: multa da 13 milioni

Google ha pagato una multa di 13 milioni di dollari per aver raccolto i dati della rete Wi-Fi degli utenti con la Google Car

26 Luglio 2019 - Piccolo scappellotto per Google che, secondo la stampa americana, avrebbe accettato di pagare 13 milioni di dollari per chiudere una vecchia causa negli Stati Uniti, nella quale è accusata di aver raccolto illegalmente dati sulle persone fisiche tramite le auto di Street View. Oltre a fare foto a strade e palazzi, infatti, le Google Car “rubavano” anche dati dalle reti Wi-Fi che captavano man mano che percorrevano i tragitti assegnati.

I fatti risalgono al periodo iniziale di mappatura del mondo reale da parte di Google, cioè agli anni 2007-10 (Google Street View è stato lanciato ufficialmente il 25 maggio 2007). Inizialmente Google ha affermato di aver carpito i dati degli utenti per sbaglio, per un errore tecnico. Ma dalle indagini è emerso che le sue auto erano dotate di un sistema appositamente creato per analizzare le reti captate e raccogliere dati come gli indirizzi e-mail. Il tutto senza il minimo consenso degli utenti, che spesso neanche sanno che sta passando una Google Car. Ma, in tutto questo, la cosa più interessante non è la vicenda odierna ma il precedente giuridico.

Google l’ha fatto di nuovo

Nel 2013 Google ha chiuso con un accordo simile un’altra causa praticamente gemella. In quel caso pagò 7 milioni di dollari e acconsentì a distruggere tutti i dati raccolti illegalmente dalle sue auto. A questo punto, però, i conti non tornano: se nel 2013 Google ha già distrutto i dati raccolti fino a quel momento, perché nel 2019 accetta di distruggere i dati raccolti nel periodo 2007-10? Non li aveva già distrutti prima?

Google spiega come proteggere il Wi-Fi

All’interno dei 13 milioni di dollari (briciole per il gigante di Mountain View che nel 2018 ha fatturato 136,8 miliardi di dollari e ne ha guadagnati 8,9 miliardi) ci sono anche i soldi che Google dovrà pagare alle 22 persone che l’hanno portata inizialmente alla sbarra. Nessun risarcimento economico, invece, per chi ha aderito alla successiva Class Action. Inoltre, Google dovrà creare o sponsorizzare delle campagne informative per spiegare agli utenti come proteggere la propria rete domestica dalle attività illegali per le quali è stata condannata. E, ovviamente, dovrà cancellare tutti i dati raccolti.

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