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SICUREZZA INFORMATICA

Google spia la tua Wi-Fi: multa da 13 milioni

Google ha pagato una multa di 13 milioni di dollari per aver raccolto i dati della rete Wi-Fi degli utenti con la Google Car

Piccolo scappellotto per Google che, secondo la stampa americana, avrebbe accettato di pagare 13 milioni di dollari per chiudere una vecchia causa negli Stati Uniti, nella quale è accusata di aver raccolto illegalmente dati sulle persone fisiche tramite le auto di Street View. Oltre a fare foto a strade e palazzi, infatti, le Google Car “rubavano” anche dati dalle reti Wi-Fi che captavano man mano che percorrevano i tragitti assegnati.

I fatti risalgono al periodo iniziale di mappatura del mondo reale da parte di Google, cioè agli anni 2007-10 (Google Street View è stato lanciato ufficialmente il 25 maggio 2007). Inizialmente Google ha affermato di aver carpito i dati degli utenti per sbaglio, per un errore tecnico. Ma dalle indagini è emerso che le sue auto erano dotate di un sistema appositamente creato per analizzare le reti captate e raccogliere dati come gli indirizzi e-mail. Il tutto senza il minimo consenso degli utenti, che spesso neanche sanno che sta passando una Google Car. Ma, in tutto questo, la cosa più interessante non è la vicenda odierna ma il precedente giuridico.

Google l’ha fatto di nuovo

Nel 2013 Google ha chiuso con un accordo simile un’altra causa praticamente gemella. In quel caso pagò 7 milioni di dollari e acconsentì a distruggere tutti i dati raccolti illegalmente dalle sue auto. A questo punto, però, i conti non tornano: se nel 2013 Google ha già distrutto i dati raccolti fino a quel momento, perché nel 2019 accetta di distruggere i dati raccolti nel periodo 2007-10? Non li aveva già distrutti prima?

Google spiega come proteggere il Wi-Fi

All’interno dei 13 milioni di dollari (briciole per il gigante di Mountain View che nel 2018 ha fatturato 136,8 miliardi di dollari e ne ha guadagnati 8,9 miliardi) ci sono anche i soldi che Google dovrà pagare alle 22 persone che l’hanno portata inizialmente alla sbarra. Nessun risarcimento economico, invece, per chi ha aderito alla successiva Class Action. Inoltre, Google dovrà creare o sponsorizzare delle campagne informative per spiegare agli utenti come proteggere la propria rete domestica dalle attività illegali per le quali è stata condannata. E, ovviamente, dovrà cancellare tutti i dati raccolti.

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