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Green pass Covid, perché non sarà su app IO

Il Garante per la Privacy ha detto no all'utilizzo dell'app IO per il Green Pass Covid, ma non sarà un addio: cosa è stato deciso per il certificato vaccinale

Veronica Nicosia
Veronica Nicosia Giornalista scientifico

Laureata in astrofisica, giornalista scientifico e content editor SEO, scrive di tecnologia per magazine online e carta stampata. Nel 2020 approda a Libero Tecnologia

A poche settimane dall’annuncio è giunto l’ok del Garante per la Privacy sul green pass, il certificato vaccinale che consentirà di spostarsi e viaggiare in Italia e in Europa, oltre che a partecipare a manifestazioni sportive e feste. Un’applicazione che avrebbe dovuto ospitare la documentazione, però, al momento è stata fermata: stiamo parlando di IO.

Se in prima battuta era stata paventata la possibilità di utilizzarla insieme a "Immuni", il software dedicato al tracciamento dei contagi, ora l’app sviluppata da PagoPA dovrà risolvere diversi problemi per poter aiutare a esibire il proprio Green Pass Covid. A causa di importanti criticità riscontrate, il Garante ha deciso di interdirla al fine di tutelare le informazioni personali dei cittadini in essa custoditi. Ovviamente non si tratta di un addio definitivo, ma di una fase transitoria già al vaglio dei tecnici, i quali sono al lavoro per gestire la situazione e risolverla nel minor tempo possibile.

Perché il green pass Covid non sarà su IO

Alla base del "no", si legge nella comunicazione dell’Autorità, vi è la richiesta di "bloccare provvisoriamente alcuni trattamenti di dati effettuati mediante la predetta app che prevedono l’interazione con i servizi di Google e Mixpanel, e che comportano quindi un trasferimento verso Paesi terzi (es. Usa, India, Australia) di dati particolarmente delicati (es. transazioni cashback, strumenti di pagamento, bonus vacanze), effettuato senza che gli utenti ne siano stati adeguatamente informati e abbiano espresso il loro consenso".

È stata dunque la mancanza dell’approvazione, correlata al passaggio extra Ue delle informazioni, a far scattare il veto su IO, applicazione utilizzata da più di 11 milioni di italiani per dialogare con la Pubblica Amministrazione. Non è una novità, visto che già nel 2020 il Garante aveva puntato il dito contro tali procedure, mettendo a disposizione le indicazioni per rendere l’applicazione conforme alla normativa vigente.

Green pass Covid, come scaricarlo

Sebbene per usare il Green Pass bisognerà attendere il via libera per sfruttare le funzionalità di IO, il certificato sarà in ogni caso disponibile attraverso altri tool digitali. I cittadini potranno infatti utilizzare la già citata app Immuni, il Fascicolo sanitario elettronico e il sito web della Piattaforma nazionale-DGC (digital green certificate). A questi si aggiungono poi medici di famiglia e le farmacie, punti di riferimento per il download della certificazione.

In questo modo, sarà possibile dimostrare il possesso del green pass in tutte quelle occasioni che lo richiedono, tra cui gli spostamenti nelle zone critiche, ovvero Regioni rosse e arancioni, prendere parte agli eventi sportivi pubblici e ai matrimoni, recarsi all’estero dal 1° luglio quando verrà concluso l’iter comunitario. Per ottenerlo, è necessaria una delle condizioni tra aver completato la profilassi vaccinale prevista dal siero somministrato, ricevuto esito negativo del tampone o l’attestazione di guarigione dall’infezione da Covid-19.

Le certificazioni dovranno essere controllate con l’app VerificaC19, l’unica capace di attestare la validità del green pass in linea con la tutela della privacy. Il Garante, inoltre, segnala che gli Stati membri dell’Ue possono chiedere di mostrare il documento anche per ulteriori finalità ma solo se regolato da una norma a livello nazionale.

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