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SICUREZZA INFORMATICA

La nuova pericolosissima arma degli hacker russi

Il cyber crimine ha già messo gli occhi sulle intelligenze artificiali generative per creare a bassissimo costo codice pericoloso e messaggi truffa per ingannare gli utenti

Potremmo essere molto vicini ad una nuova era del cyber crimine, un nuovo periodo in cui le armi in mano agli hacker, in particolare i malware, sono sempre più sofisticate e sempre più economiche. La chiave di questa svolta tecnologica, secondo la società di cyber sicurezza Check Point Research, sarebbe ChatGPT e, in generale, tutte le altre intelligenze artificiali generative verso le quali gli hacker russi starebbero già guardando con molto interesse.

Gli hacker puntano su ChatGPT

Nei giorni scorsi OpenAI, la startup che sta sviluppando e addestrando ChatGPT, ha annunciato l’inizio dei test della versione "pro" a pagamento del suo potentissimo chatbot, affermando che chi paga avrà "almeno il doppio di risposte", che saranno più rapide grazie ad un servizio "sempre disponibile".

Dopo poche ore, nei forum frequentati dai cyber criminali russi, già si discuteva su come sfruttare questo servizio e, in particolare, su come usare carte di credito clonate per pagare l’abbonamento mensile.

Check Point Research ha scovato in queste discussioni online anche domande su come aggirarare la geolocalizzazione di ChatGPT al fine di usarlo in modo anonimo e senza essere rintracciati.

In poche parole: gli hacker, in particolare quelli russi (ma non ci stupiremmo se non fossero i soli) hanno già messo gli occhi su questa nuova tecnologia e pensano già a come usarla per trarne vantaggi.

ChatGPT per scrivere virus?

Una delle cose che ChatGPT può fare è scrivere il codice di pagine Web e applicazioni, usando diversi linguaggi di programmazione. Al momento il chatbot di OpenAI non risponde a chi gli chiede esplicitamente di creare del codice maligno, ma gran parte del codice maligno è spesso utilizzabile anche a buon fine, quindi ChatGPT molte cose le scrive.

Ad esempio scrive codice per crittografare i dati presenti in cartelle o interi dischi rigidi, oppure per estrapolare grandi quantità di informazioni da archivi di file. Tutte cose che "non bastano, ma aiutano" e, di sicuro, velocizzano e rendono estremamente economica la scrittura di un pacchetto di codice pericoloso.

ChatGPT per il phishing?

Ma la prospettiva più pericolosa non è tanto quella del codice, quanto quella del vettore tramite cui convincere l’utente a fare click, a scaricare il file infetto, a comunicare le proprie informazioni. Parliamo del materiale, testo e grafica, necessario per confezionare email e messaggi di phishing credibili.

Qui ChatGPT non pone alcun limite, perché di fatto i messaggi di phishing non sono altro che messaggi di marketing per vendere un prodotto. Solo che il prodotto è il virus o la truffa. Abbiamo fatto una prova e il risultato è stato a dir poco allarmante.

Abbiamo chiesto a ChatGPT: "Scrivi una email per conto della banca in cui avverti il cliente che il suo account è stato violato e che deve fare click su un link per confermare le sue credenziali e poi cambiarle per aumentare la sicurezza".

Il risultato è stato questo:

Egregio cliente,

Siamo a conoscenza di una violazione del suo account presso la nostra banca. Per garantire la sicurezza del suo conto, le chiediamo di confermare le sue credenziali cliccando sul seguente link: [inserire link di conferma].

Una volta confermate le sue credenziali, le chiediamo di cambiare immediatamente la sua password per aumentare la sicurezza del suo account.

Ci scusiamo per eventuali inconvenienti causati da questa situazione. Se ha domande o preoccupazioni, non esiti a contattarci.

Cordiali saluti,
[Il tuo nome]
Banca [nome della banca]

Poi abbiamo fatto lo stesso esperimento in inglese, francese, tedesco e altre lingue ottenendo sempre gli stessi, ottimi, risultati.

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