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I dati di Facebook verranno usati per controllare il contagio

Facebook rende pubblici i dati raccolti tramite la propria app per aiutare Governi e personale sanitario a fermare il contagio da Covid-19

Usare i dati raccolti dai giganti del Web per tracciare gli spostamenti dei cittadini e, di conseguenza, avere più informazioni su come contrastare la diffusione del Covid-19. È questo il senso dell’iniziativa messa in atto la settimana scorsa da Google e, adesso, anche da Facebook.

Come è noto, infatti, l’app del social blu raccoglie costantemente informazioni sui nostri comportamenti e sui nostri spostamenti. Ma se fino a poche settimane fa ciò ci sembrava solo un grosso problema di privacy, oggi ci sembra anche un’opportunità per contenere il virus. Le prospettive cambiano, ma i big come Facebook no e questa è un’occasione d’oro per il social di Zuckerberg per dimostrare che la raccolta di dati effettuata dalle app può servire anche a scopi ben più nobili che inondarci di pubblicità mirata. Ma Facebook rassicura: il tutto avverrà in modo anonimo e nel pieno rispetto della privacy degli utenti.

Tracciamento Facebook: le mappe

Chiariamo subito: l’iniziativa di Facebook (come quella precedente di Google), non consiste nel tracciare gli spostamenti degli utenti. E questo per un motivo semplicissimo: lo si faceva già, prima del coronavirus. La novità sta nel fatto che Facebook mette a disposizione delle autorità parte dei dati, mostrati graficamente tramite tre mappe definite di “co-localizzazione. Quel che importa, infatti, non è tracciare lo spostamento del singolo ma la sua interazione sociale con altre persone, dalle quali potrebbe contrarre il virus o alle quali potrebbe trasmetterlo. C’è poi un “Indice delle connessioni sociali“, che mostra le amicizie virtuali degli utenti e le rapporta alla possibilità di contrarre l’infezione o trasmetterla. Infine, Facebook mette a disposizione un sondaggio opzionale da somministrare agli utenti, ma non gestito direttamente da Facebook: se ne occupano i ricercatori della Carnegie Mellon University.

La gestione della privacy

Per rendere tutto questo compatibile con una normale gestione della privacy degli utenti, Facebook ha seguito due strade: la prima consiste nel rendere anonimi i dati raccolti, la seconda nel chiedere agli utenti se vogliono partecipare alla raccolta dati mettendo a disposizione la propria cronologia delle posizioni. Infine, Facebook precisa che stiamo parlando solo dei dati raccolti dall’app di Facebook e non anche da quelle di Instagram e WhatsApp.

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