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Il Cashback di Stato ha un brutto effetto collaterale

Tutti vogliono il Cashback e lo Stato esulta: due dei tre risultati attesi arriveranno, ma il terzo?

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Il programma Cashback dello Stato, problemi tecnici (qui la giustificazione ufficiale di PagoPA) e dubbi sui fondi e su quando saremo sicuri del rimborso a parte, si sta rivelando un successo: i download totali dell’app IO sono oltre 9,1 milioni alla data di oggi e proprio la diffusione dell’app tra i cittadini era uno dei tre risultati che il Governo voleva ottenere grazie al Cashback.

Il secondo risultato è la lotta all’evasione fiscale, derivante dall’uso di strumenti di pagamento elettronico sempre tracciabili. E’ ancora presto per dirlo, ma è molto probabile che anche questo risultato verrà ottenuto: la sola Satispay, una delle app per ottenere il cashback senza SPID, ha infatti già registrato una crescita delle transazioni tracciate di non meno del 50%. Il terzo risultato che il Governo mira ad ottenere con il programma Cashback, infine, è conseguenza della diffusione di IO: la crescita della digitalizzazione del Paese. E qui casca l’asino.

Cashback di Stato: cosa non sta funzionando

Per ottenere il Cashback di Natale, ma anche i futuri Cashback di Stato ordinari semestrali (si parte il primo gennaio 2021), è necessario pagare con carta fisica. Non sono al momento valide le app di pagamento (tranne poche eccezioni, come Satispay) né i bonifici. Inoltre non sono validi gli acquisti online, ma solo quelli nei negozi fisici.

Questo sta creando un paradosso: molti italiani che prima dell’inizio del programma di rimborsi statali facevano senza alcun problema molti acquisti online, adesso sono tornati a comprare nei negozi con il solo fine di pagare con la carta e ottenere il cashback. Si tratta di un effetto voluto dal Governo, al fine di aiutare i negozianti messi in ginocchio dalle chiusure forzate per il Covid-19.

Ma anche di un effetto collaterale, perché in alcuni casi non c’è nessun aiuto reale per i negozianti ma solo un ritorno ad un pagamento “in carne ed ossa" di qualcosa che prima si pagava online, con il solo fine di accumulare cahsback. Due esempi sono illuminanti: i buoni Amazon e bollette e tasse.

Come ottenere il Cashback dagli acquisti su Amazon

Amazon è l’e-commerce per eccellenza, il primo posto dove ormai vanno gli italiani per fare acquisti online. Ma gli acquisti online non valgono ai fini del cashback del 10% e allora che si fa? Si usano i buoni regalo.

I buoni regalo Amazon possono essere acquistati online sul sito oppure in punti vendita fisici: bar, tabaccai, edicole. Ce ne sono sparsi in tutta Italia e basta trovare quello più vicino a casa propria per comprare un buono, pagarlo col bancomat, ricevere il Cashback di Stato e poi comprare online su Amazon usando il buono come forma di pagamento.

Come ottenere il Cashback pagando tasse e bollette

Dietro a tutta l’operazione Cashback c’è PagoPA Spa e la sua app IO, che ha tra i servizi offerti quello di poter pagare comodamente da casa tasse e tributi, ma anche multe e sanzioni, direttamente dallo smartphone con una delle carte registrate nell’app.

Ma facendo così non si ottiene il cashback e, allora, che si fa? Ci si reca di persona al tabaccaio o alle poste e ci si mette in fila per pagare tasse e multe con il bancomat. In questo caso il cashback arriva, ma dove è finita la digitalizzazione del Paese?

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