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Il domicilio digitale diventa obbligatorio per le imprese: cosa cambia

Ecco cosa vuol dire che il domicilio digitale diventa obbligatorio e come mettersi a norma

Il 1° ottobre 2020 è una data importante per le aziende italiane e per la digitalizzazione del nostro Paese: oltre a scattare l’obbligo di avere una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) per tutti i professionisti iscritti a un albo, infatti, il 1° ottobre scatta anche l’obbligo per le imprese di comunicare il proprio “domicilio digitale” al Registro delle Imprese presso la propria Camera di Commercio.

Il nuovo requisito per le imprese è previsto dal decreto legge 76/2020, l’ormai famoso Decreto Semplificazioni, e prevede una sanzione fino a 2.000 euro per chi non si adegua. Per fortuna, però, avere un domicilio digitale è semplicissimo, gratuito e tutta la procedura si fa direttamente online. Niente code allo sportello, quindi, ma solo pochi minuti di tempo spesi al computer (o, volendo, si può fare anche tramite smartphone). Ecco alcune informazioni utili su cosa è il domicilio digitale, a cosa serve e come fare la procedura.

Domicilio digitale: che vuol dire

Il domicilio digitale è quello che il nome lascia intuire: l’equivalente online del nostro domicilio fisico. Un posto online, cioè, dove la pubblica amministrazione può inviarci le comunicazioni che normalmente ci invierebbe a casa o in azienda, di solito tramite raccomandata A/R.

Se un cittadino o una impresa hanno un domicilio digitale, quindi, possono chiedere l’invio a tale domicilio di tutte le comunicazioni da parte di Enti Pubblici. A tenere l’elenco di tutti i domicili digitali delle persone fisiche è l’Anagrafe Nazionale Online, mentre a tenere quello dei domicili delle imprese ci pensa il Registro Imprese.

Domicilio digitale: come farne uno

Il domicisio digitale, in buona sostanza, è un “indirizzo di recapito certificato“. Affinché sia valido, quindi, il domicilio digitale non solo deve essere online ma deve prevedere anche una forma di certificazione delle comunicazioni ricevute e inviate.

E’ facile intuire, quindi, che il domicilio digitale più facile da ottenere è il proprio indirizzo di Posta elettronica Certificata. Chi apre una casella PEC, infatti, può comunicare quella all’Anagrafe Nazionale Online o al Registro delle Imprese per eleggerla come domicilio digitale personale o dell’azienda.

Come comunicare il domicilio digitale al Registro Imprese

Ma veniamo al dunque: dal 1° ottobre 2020 tutte le imprese devono comunicare al registro il proprio domicilio digitale. Come si fa? Con una procedura online.

La prima cosa da fare, se non la si ha già, è fare un indirizzo PEC per l’azienda. Poi è necessario accedere al portale Web del Registro Imprese e iniziare la procedura. Affinché la procedura vada a buon fine l’impresa deve essere dotata anche di un dispositivo di firma digitale.

Dopo aver eletto il proprio domicilio digitale nella casella di posta certificata dell’azienda, l’imprenditore può controllare che la registrazione sia avvenuta correttamente in tre modi diversi. Il primo è consultando il cassetto digitale dell’imprenditore, il secondo è ricercando l’azienda nel database del Registro Imprese, il terzo è cercandola nella sezione Imprese di INIPEC, l’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata del Ministero dello Sviluppo Economico.

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