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Il post più condiviso su Facebook nel 2019 è una fake news

Sapevi che il post più condiviso su Facebook è una fake news? Probabilmente l’hai condivisa anche tu perché costruita per avere clic e condivisioni. Ecco qual è

1 Aprile 2019 - Cosa succederebbe se il post più condiviso su Facebook nel 2019 fosse una fake news? In realtà, questo sta già avvenendo. La notizia non sorprende, anche perché sul social network girano tante bufale. Tuttavia, si tratta di una scomoda verità, soprattutto perché Mark Zuckerberg da qualche anno sta conducendo una battaglia personale contro le numerose fake news che circolano all’interno del proprio social network.

La notizia è stata diffusa da un editore di 32 anni a fine gennaio. Il post impacchettato e corredato con tutte le parole chiave più attraenti è stato pubblicato sulla pagina Facebook di una radio locale, e da qui è iniziato in tran-tran, capace di trasformare il contenuto in un vero e proprio fenomeno virale. In soli due mesi è diventato il post più condiviso su Facebook. La storia non ha niente a che vedere con il nuovo amore di una nota influencer o con il presidente degli Stati Uniti. In realtà, è un’informazione legata ad un fatto di cronaca locale.

Di cosa parla il post più condiviso su Facebook nel 2019?

La fake news che generato migliaia di condivisioni ha come oggetto una vicenda criminale a livello locale. Inoltre, non è un articolo lungo, ma anzi un piccolo trafiletto che conta intorno ai 120 caratteri. Il radio-giornalista che l’ha scritta non pensava certo di raggiungere un pubblico tanto ampio. E invece la fake news ha ottenuto circa 800.000 interazioni su Facebook nelle sei settimane successive alla sua pubblicazione, ovvero quasi il doppio rispetto ad ogni altro contenuto in lingua inglese pubblicato quest’anno sul social network.

Perché il contenuto abbia avuto un tale successo è un mistero. Tuttavia, se si osserva bene è possibile intravedere alcune delle qualità comuni a tutti i post virali. Ciò che salta di più all’occhio è il titolo accattivante e ambiguo: “Il sospettato trafficante di esseri umani, predatore di bambini può essere nella nostra zona”. Queste poche parole, che non si riferiscono ad alcun luogo in particolare, sono elaborate per far sentire tutti coinvolti, tutti in pericolo. Inoltre, fanno breccia su uno dei temi più sentiti, il rapimento di bambini. Ogni genitore, nonno, zio, fratello, amico è portato a cliccare sul titolo per leggere la notizia intera e restare pronto a sventare ogni adescamento nella propria zona.

Ed è qui che la strategia di Facebook contro le fake news crolla come un castello di carte: ci sarà sempre quella notizia capace di smuovere gli animi e andare aldilà della razionalità umana, aggirando quindi i controlli di Facebook. Questo le consentirà di avere tanti click. Fortunatamente questa notizia è falsa e totalmente infondata. E proprio per questo rappresenta un esempio di Fake News da cui stare in guardia, per non diffondere panico immotivato.