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Instagram ora mette un'etichetta sui post dei giornali di stato

Con una etichetta Instagram dichiara che alcuni profili sono gestiti o finanziati da uno stato estero, perché?

Con un’etichetta, Instagram aiuterà a riconoscere i post pubblicati dai giornali di stato. Attraverso una piccola indicazione, visualizzabile tra le informazioni presenti nei profili dei media coinvolti così come nei post che scorrono nella timeline degli utenti, sarà dunque possibile sapere a colpo d’occhio quali sono i media controllati.

Questo nuovo metodo di categorizzazione dei profili arriva a distanza di pochi mesi dalla scelta di Facebook, azienda che ha acquisito il social dedicato alla fotografia nel 2012, di adottare uno stratagemma simile dopo l’annuncio in merito dello scorso anno. Aziende proprietarie differenti ma linee guida simili: anche Twitter ha inserito una feature molto simile nello scorso agosto, in modo da fornire agli utenti tutti gli strumenti per interpretare e decidere di interagire con gli altri account in maniera ragionata. Per quest’ultimo, la scelta era arrivata dopo che nel 2019 la società aveva deciso di bandire dalla piattaforma tutti gli advertising di stampo politico o supportati dai governi, al fine di aiutare a creare una discussione più democratica e trasparente tra gli iscritti.

Instagram e le etichette: le motivazioni

Non tutti hanno accettato di buon grado le etichette di giornali di stato sui propri profili e, come si inizia a vedere sfogliando tra i profili, non mancano le reazioni negative e il dissenso nelle bio e nei post. “In The Now“, uno dei profili etichettati, d’altronde ha già denunciato Facebook nelle settimane scorse dopo essere stata etichettata sul social principale di Zuckerberg.

Instagram, comunque, cerca anche di dare delle spiegazioni sul perché un profilo abbia ricevuto tale etichetta. Facendo tap con il dito sull’etichetta infatti è possibile leggere una breve spiegazione da parte di Instagram che indica come, secondo la piattaforma, il profilo potrebbe essere totalmente o parzialmente sotto controllo di uno Stato. Cliccando sul link di approfondimento, si scende invece nel dettaglio, con indicazioni relative alla possibilità che un ente governativo eserciti la proprietà, governance, sia fonte di finanziamenti della testata in questione con possibili ripercussioni sulla sua indipendenza editoriale.

Nella stessa pagina, Instagram aggiunge anche che l’etichetta non sarà applicata ai giornali che godono di finanziamenti pubblici ma che, allo stesso tempo, mantengono una missione di servizio pubblico oltre a un controllo editoriale indipendente. A rientrare nei criteri di scelta, invece, sarebbero la proprietà e le linee guida editoriali delle testate.

In caso di errore nella selezione, Instagram ha invitato le pagine a presentare ricorso per un riesame della propria posizione. È questo il caso proprio del profilo di In The Now che, dopo aver visto applicare l’etichetta sul suo profilo, ora è tornata a mostrarsi senza alcuna dicitura di media controllata dallo stato.

La guerra alle fake news

Anche se nessuno accusa apertamente gli account “di stato” di contribuire alla proliferazione delle fake news, è chiaro che Instagram stia tentando di difendersi da una accusa ben precisa: quella di non fare abbastanza (se non addirittura quasi nulla) per interrompere il flusso di notizie provenienti dall’estero che potrebbero interferire con la campagna elettorale per le presidenziali americane.

Instagram, per questo, ha deciso di “avvertire” i suoi utenti affinché possano ponderare nel modo migliore le informazioni provenienti da questo tipo di account. Al momento questa scelta sembra limitata al mercato statunitense, perché non si segnala l’apparizione delle nuove etichette sulle app in altri Paesi del mondo.

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