Cervello: trovato un possibile "elisir di giovinezza” Fonte foto: 123rf
SCIENZA

Invecchiamento del cervello: trovato un possibile "elisir di giovinezza”

I trapianti di microbiota intestinale da un organismo giovane a uno più adulto potrebbero avere un potenziale terapeutico contro il declino cognitivo e potrebbe contrastare i cambiamenti associati all’invecchiamento cerebrale.

Nell’intestino ci sarebbe un "elisir di giovinezza" per il cervello. Si tratta del microbiota intestinale, ovvero l’insieme di tutti i microbi che abitano la porzione del nostro apparato digerente. Il trapianto da un organismo giovane a uno più anziano potrebbe contrastare i cambiamenti associati all’invecchiamento cerebrale. La rivelazione arriva da uno studio condotto dagli scienziati dell’University College di Cork, in Irlanda, pubblicato sulla rivista Nature Aging. Per la valutazione del trattamento innovativo è stato utilizzato un modello murino.

Il microbiota intestinale per migliorare la funzionalità del cervello

Secondo gli autori della ricerca, i trapianti del microbiota intestinale potrebbero avere un potenziale terapeutico contro il declino cognitivo causato dall’avanzare dell’età. I microbi che abitano nel nostro corpo influenzano i meccanismi e la salute che varia con il passare degli anni e il microbiota intestinale può influenzare l’invecchiamento del cervello e aumentare il rischio di sviluppo di malattie neurodegenerative. La ricerca del team, guidato dai neuroscienziati John Cryan e Marcus Böhme, è partita dall’idea che il processo potrebbe essere invertito. Per valutare l’ipotesi sono stati trapiantati microbi fecali dall’intestino di topi donatori giovani, di tre o quattro mesi, a esemplari anziani, di oltre 19 mesi. I ricercatori hanno scoperto che le modifiche legate all’invecchiamento del sistema immunitario degli animali più vecchi sono state rovesciate dal trasferimento del microbiota intestinale di quelli più giovani.

I risultati hanno inoltre mostrato che il trapianto portava un miglioramento del sistema cognitivo dei topi riceventi che sembravano essere diventati più capaci nei test sull’apprendimento, la memoria e l’ansia."Abbiamo insomma dimostrato che le sostanze chimiche in una regione del cervello coinvolta nell’apprendimento e nella memoria (l’ippocampo) erano più simili a quelle dei topi giovani dopo il trapianto di microbiota. I nostri risultati mostrano in modo conclusivo che il microbioma è importante per un cervello sano nella vecchiaia", ha scritto Cryan.

Anche se sono necessari ulteriori approfondimenti riguardo i reali effetti del microbiota intestinale sul cervello, i neuroscienziati ritengono che gli esiti osservati finora mostrino il potenziale che una nuova terapia potrebbe avere sull’invecchiamento. Trattamenti dietetici mirati potrebbero promuovere la salute e l’immunità dell’intestino con conseguente mantenimento dell’organo principale del nostro sistema nervoso giovane e sano.

Un’altra ricerca ha invece mostrato che ascoltare musica poco prima di andare a dormire potrebbe disturbare il sonno e creare danni al cervello.

Stefania Bernardini

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