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Io resto a casa: su WhatsApp la bufala del bonus da 120 euro

Clicca qui per scaricae il modulo e avere 120 euro al giorno: è lo scherzo che gira su WhatsApp e, per fortuna, non contiene un virus

Ad un mese esatto dalla sua prima apparizione, torna in Italia una grande bufala su WhatsApp: il bonus da 120 euro “Io resto a casa“. Migliaia i messaggi ricevuti e inoltrati da altrettanti utenti di WhatsApp che stanno facendo girare questa clamorosa fake new tra amici e parenti.

Alla base di questa ricorrente notizia falsa c’è l’invito da parte del Governo di restare a casa e limitare al minimo i contatti sociali. Secondo gli ignoti bufalari il Governo avrebbe deciso di incentivare i cittadini che restano a casa con una cifra considerevole: 120 euro al giorno, oltre 3.000 euro al mese. Già questo dovrebbe lasciar capire che ci troviamo di fronte a una notizia palesemente campata in aria, visto che se tutti gli italiani fossero pagati per restare a casa lo Stato dovrebbe sborsare circa 7 miliardi di euro al giorno, oltre 200 miliardi al mese. Cifre folli, che non stanno né in cielo né in terra e, infatti, lo scopo vero del messaggio non è diffondere una notizia falsa, ma prendere per i fondelli chi abbocca. Il testo del messaggio, infatti, recita: “Lo stato versa a ogni cittadino che resta responsabilmente a casa 120€ al giorno. Il modulo per la richiesta lo trovate qui“. Cosa succede se l’utente clicca qui?

Io resto a casa: il vero scopo della bufala

In molti, per curiosità o perché credevano realmente di trovare un modulo per ricevere 120 euro al mese, hanno “cliccato qui“. Il link incluso nel messaggio porta ad una immagine di un gorilla che guarda verso l’utente facendo il famoso gesto del terzo dito.

Di questa bufala finalizzata a sfottere i creduloni ne esistono diverse varianti, con testi leggermente diversi e importi anche inferiori. Da 29 euro al giorno a salire. Ma il risultato è sempre lo stesso scimmione, con lo stesso terzo dito alzato.

Per fortuna niente virus

Il problema di queste catene di Sant’Antonio è che anche chi sa che il messaggio è una bufala molto spesso fa click sul link, per vedere quale immagine trova dall’altra parte. Ma cliccare su un link ricevuto in un messaggio inoltrato a migliaia di persone sconosciute è proprio quello che non si dovrebbe fare.

E’ altrettanto noto quanto il fatto che lo Stato non regala soldi per stare a casa che un link è un ottimo modo per portare gli utenti su siti infestati di virus o siti di phishing. Nulla vieta, infatti, di confezionare un messaggio identico a questo e di mettere, dall’altro capo del link, un modulo di contatto in cui si chiedono i dati bancari del malcapitato con la scusa di versare i famosi 120 euro. Dati che, in men che non si dica, finiranno nelle mani peggiori.

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