iPhone 11 Fonte foto: hurricanehank/shutterstock
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IOS 13, perché appare la notifica di tracciamento della posizione

La geolocalizzazione dell'iPhone torna a far discutere. Questa volta è l'avviso di tracciamento che incute timore si agli utenti sia agli sviluppatori

Continua a far discutere la gestione dei servizi di rilevamento della posizione da parte dell’iPhone (e di Apple, ovviamente). Nelle scorse settimane la casa di Cupertino era stata criticata perché l’iPhone 11 Pro continuava a tracciare gli spostamenti nonostante i servizi di rilevamento fossero stati disattivati.

In queste ore a far discutere sono i pop up introdotti con iOS 13 che avvisano gli utenti del numero di volte che un’app o un servizio utilizza la geolocalizzazione. Una funzionalità che nei piani di Apple avrebbe dovuto migliorare la privacy degli utenti, rendendoli consapevoli di come vengono utilizzati i loro dati e offrendo loro strumenti per limitare eventuali “abusi”. Invece, le finestre di “avviso” hanno finito con lo scatenare una vera e propria rivolta online, con da una parte utenti intimoriti e dall’altra sviluppatori sul piede di guerra. Secondo alcune fonti, infatti, l’utilizzo dei pop up sarebbe limitato ad app e servizi di terze parti, e non a quelli gestiti direttamente dalla casa di Cupertino.

Cosa sono gli avvisi di tracciamento della posizione

Come detto, i pop up con i quali l’utente viene avvisato dell’utilizzo dei servizi di geolocalizzazione da parte di un’app installata sul melafonino sono stati introdotti con iOS 13. L’avviso viene mostrato all’interno di una piccola finestra nella quale viene indicato il numero di accessi al modulo GPS nel corso degli ultimi 3 giorni. Nella parte in basso, inoltre, sono presenti due pulsanti, che l’utente può utilizzare per modificare le impostazioni del telefono ed evitare che un’app o un servizio sia troppo invasivo e conosca a menadito tutti i suoi spostamenti.

Notifica di tracciamento: la polemica

Come detto, questa funzionalità ha di fatto scatenato una doppia reazione. Da un lato, gli utenti iniziano a prendere coscienza di come e quanto vengano tracciati dalle app presenti sullo smartphone, disabilitando così la geolocalizzazione per elevare il loro livello di privacy. Dall’altro, gli sviluppatori di terze parti sono sul piede di guerra perché, spesso e volentieri, la geolocalizzazione è fondamentale per far sì che la loro app funzioni al meglio. Disattivandola, dunque, gli utenti non potranno godere della migliore esperienza d’uso. Inoltre, pare che Apple non mostri alcun avviso per quel che riguarda le sue app creando, di fatto, uno “squilibrio concorrenziale” tra i suoi servizi e quelli dei diretti concorrenti.

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