dcac97692fec9d87142f0c7a2157a062.jpg Fonte foto: ANSA
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Italiano segnala falla in Tor browser

Non volevo essere complice di qualcosa che poteva costare vita

(ANSA) – PADOVA, 6 NOV – “Stavo facendo attività di ricerca in rete quando ho trovato qualcosa che non mi tornava, c’era un tassello diverso da quello che avrebbe dovuto esserci; così in un’ora di controlli sono arrivato a scoprire nel sistema un baco che di fatto vanifica il concetto stesso di anonimato che caratterizza il sistema Tor. E’ stata un’intuizione”. Così Filippo Cavallarin, 35 anni del Lido di Venezia, titolare della società mestrina WeAreSegment.com, spiega come ha scoperto una falla in “Tor browser”, il sistema che permette di navigare in modo anonimo su Internet senza lasciare traccia. Altri si sarebbero fatti pagare, qualcuno magari avrebbe offerto la scoperta ad aziende concorrenti. Per Cavallarin si tratta invece di una questione morale. “Il lavoro che faccio con la mia azienda è qualcosa che serve alla nostra e all’altrui crescita – commenta -. Vendere la scoperta avrebbe significato rendersi inconsapevolmente complice di qualsiasi cosa, magari avrebbe anche potuto costare la vita a qualcuno”.

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