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Linux fa 25 anni: come è cambiato dal 1994 a oggi

Nato nella prima metà degli Anni '90, conosce un boom a cavallo tra vecchio e nuovo millennio. Ecco come è nato e come si è trasformato Linux

14 Marzo 2019 - “Sto sviluppando un sistema operativo (gratuito). Non è niente di grande o serio come GNU, però mi piacerebbe avere le vostre opinioni”. Suonava più o meno in questo modo il messaggio che un giovane studente di informatica finlandese, Linus Torvalds, invia a un newsgroup (una sorta di chat WhatsApp di gruppo degli albori di Internet) dedicato a sviluppatori di tutto il mondo.

Era il 25 agosto 1991 e in quel momento il mondo viene per la prima volta a conoscenza di quello che sarà poi noto a tutti con il nome di Linux. Il sistema operativo open source per eccellenza nasce infatti come un progetto personale, sviluppato nell’arco di quattro mesi da un programmatore finlandese semisconosciuto o quasi. Da allora, Linux (o, per meglio dire, le varie distribuzioni Linux) ha fatto moltissima strada, arrivando a essere utilizzato negli ambienti più vari: dalla sicurezza informatica al settore bancario, dal mondo aerospaziale fino ad arrivare alla marea di utenti (in continua crescita) che lo utilizza per scopi personali.

Ma come ci è riuscito e di chi è il merito di questo successo molto probabilmente inatteso? Scopriamolo insieme.

Perché si chiama Linux

Partiamo prima di tutto dal nome che, a dispetto di quanto si possa pensare, non venne scelto da Torvalds. L’ideatore della primissima versione del sistema operativo, infatti, avrebbe preferito chiamarlo FreaX, parola nata dalla crasi di “freak” (strano, anomalo in inglese) e “X” (per indicare la sua genesi da sistemi UNIX). Linux, invece, è il nome che Ari Lemke, assistente dell’Università di Helsinki, aveva scelto come nome della directory messa a disposizione sui server dell’università finlandese.

Nasce Linux

Anche se molti tendono a far coincidere la data di nascita di Linux con la data di pubblicazione del messaggio di Linus Torvalds, alcuni ritengono che la vera nascita del sistema operativo open source avvenga qualche anno più tardi. Più esattamente, Linux sarebbe nato il 14 marzo 1994, giorno in cui Linux 1.0 viene ufficialmente presentato presso l’Università di Helsinki, in Finlandia.

Nei mesi precedenti, inoltre, era arrivata anche l’integrazione all’interno di GNU (acronimo di GNU is not UNIX, altro progetto per la creazione di una piattaforma operativa open source), che ha consentito a Linux di far crescere rapidamente la fama di Linux. Nel 1996, infine, arriva anche la mascotte ufficiale di Linux: Larry Ewing disegna il pinguino Tux, soggetto scelto direttamente da Linus Torvalds.

Nascono le distribuzioni

Come accennato, Linux in sé e per sé non è un sistema operativo vero e proprio, ma un kernel modulare sul quale chiunque può realizzare un sistema operativo personale e personalizzato. Questa possibilità porta, sin dai primissimi anni di vita, alla creazione di distribuzioni Linux che, nonostante condividano la stessa base di partenza (il kernel di Linux), si differenziano per strumenti, programmi, funzionalità e interfaccia grafica.

Ci sono così le distribuzioni per principianti, caratterizzati da semplicità di installazione e configurazione e intuitività d’uso; le distribuzioni pensate per grafici e creativi; le distribuzioni per PC vecchi; quelle per la sicurezza informatica e molte altre ancora.

Maggior compatibilità

Tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo la community di programmatori che si occupa dello sviluppo del kernel si concentra sulla compatibilità con i vari sistemi informatici e le varie componenti hardware esistenti. Nel 1996 con Linux 2.0, ad esempio, viene aggiunto il supporto ai sistemi multiprocessore; nel 2001 è il turno del supporto all’USB plug & play con il rilascio di Linux 2.4; con Linux 3.0, invece, si ha una profonda opera di pulizia, resa necessaria dal fardello di patch rilasciate nel corso degli anni che avevano reso il kernel “gonfio e pesante” e non più efficiente come un tempo. Nel dicembre 2012, con il rilascio di Linux 3.7 viene ottimizzata la compatibilità con le architetture ARM, passo fondamentale per lo sviluppo del sistema operativo Android. Linux 4.0, invece, rappresenta un aggiornamento particolarmente apprezzato dai sistemisti, che hanno finalmente a disposizione un sistema operativo aggiornabile senza la necessità di riavviare l’intera infrastruttura. Pochi giorni prima del 25esimo compleanno, infine, arriva Linux 5.0, una release “minore”, caratterizzata da alcune correzioni e fixbug.

L’importanza delle interfacce

Anche se i puristi di Linux storceranno un po’ il naso, uno dei momenti più importanti per la crescita e lo sviluppo del sistema operativo open source si è avuto quando sono state introdotte le interfacce grafiche. Le GUI (acronimo di Graphic User Interface, interfacce grafiche utente in italiano) come GNOME e KDE hanno permesso al sistema operativo costruito sul kernel di Linux Torvalds di diventare un “prodotto di massa”, adatto anche a chi mastica poco o nulla di linguaggi di programmazione.