come evitare videocall di lavoro Fonte foto: Shutterstock
SMART EVOLUTION

L'ultimo trucco per evitare i meeting online con il capo

Secondo un sondaggio in molti fingono di dover installare un aggiornamento di sistema per saltare una riunione su Zoom, Meet, Teams o Skype. E non è tutto!

Diciamocelo chiaramente: lo smart working è bello, ma i meeting online no. Se già erano poco amate le riunioni in carne ed ossa in azienda, infatti, la virtualizzazione del meeting su Zoom, Meet, Teams, Skype o altre piattaforme è ritenuta dalla maggior parte dei dipendenti una scocciatura. E, per questo, molti di loro hanno tirato fuori un trucco per evitare le riunioni online.

Più che di trucco, in realtà, si dovrebbe parlare di bugia, di una balla bella e buona: sempre più lavoratori saltano le riunioni in videoconferenza dicendo di avere il PC bloccato da un aggiornamento di sistema. Certamente Windows 10 li aiuta parecchio a rendere la balla credibile, visto che non fa altro che proporci aggiornamenti inaspettati (che non sempre vanno a buon fine). Secondo la società di cybersicurezza Kaspersky, però, non si tratterebbe di bugie dette una volta ogni tanto, ma di un vero e proprio fenomeno in crescita. E, più in generale, dal recente studio della società emergono due cose molto interessanti: il 16% degli italiani ha detto la balla dell’aggiornamento almeno una volta, e il 26% degli italiani ha detto di aver perso i dati sui quali stava lavorando a causa del riavvio del PC connesso all’update.

Update Vs. Meeting: il sondaggio

Questi dati, come accennato, derivano da un recente sondaggio internazionale condotto da Kaspersky. Da essi emerge la nuova tendenza: rifiutarsi di partecipare a una riunione, comunicando ai colleghi di avere il PC bloccato da un aggiornamento. Anche se non è vero, tanto chi può confermarlo o smentirlo?

Ben il 16% degli italiani intervistati ha ammesso di aver detot questa bugia almeno una volta, e già sarebbe un dato significativo se non fosse accompagnato da un secondo fenomeno, ancor più furbetto: il 22% degli intervistati ha ammesso di aver installato gli aggiornamenti per non dover lavorare.

Cioè ha rimandato l’aggiornamento, fino al momento in cui gli conveniva avere il PC bloccato. Un metodo ben poco onesto nei confronti di azienda, capo e colleghi, reso possibile dalla modalità con cui Windows gestisce gli update.

Come spiega Egor Kharchenko, IT Service and Asset Group Manager di Kaspersky, “gli aggiornamenti vengono scaricati durante l’orario lavorativo in modalità silenziosa senza interrompere alcuna attività. Tuttavia, per applicare le modifiche al sistema, è necessario effettuare il riavvio del dispositivo. Naturalmente, alcune questioni aziendali non possono essere rimandate, per cui all’utente viene data la possibilità di riavviare il dispositivo entro un certo periodo di tempo“. Se l’utente/lavoratore è furbo, quindi, installa gli aggiornamenti quando più gli conviene.

Update contro lo stress da videocall

Buona parte di quel 16% e ancor più di quel 22% di intervistati italiani, a questo punto, potrebbe dire che una “oculata gestione degli aggiornamenti" serve per ridurre il cosiddetto “stress da videocall“.

Uno stress mai visto prima del boom dello smart working, ribattezzato anche “Zoom Fatigue" dagli psicologi. Ma teorizzato già nel lontano 2015 Anna Johansson, una imprenditrice e scrittrice americana, ci aveva visto lungo quando ha pubblicato un post su Entrepreneur nel quale definiva le riunioni “il peggior rituale del business“.

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