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Come le macchine del futuro ci eviteranno la noia di parcheggiare Fonte foto: ANSA
SCIENZA

Come le macchine del futuro ci eviteranno la noia di parcheggiare

Un nuovo modello fa manovra da solo e all'occasione viene a prenderci all'ingresso del garage. Le auto del futuro ci eviteranno la noia del parcheggio.

Mentre l’autopilot di Tesla aiuta i conducenti a sfrecciare per le strade delle città, mentre General Motors ha invece messo a punto un sistema che consente al guidatore di sollevare le mani dal volante, se questo insomma è lo stato dell’arte in fatto di tecnologia per le automobili, Ford ha forse superato tutti. La multinazionale americana si sta muovendo in una direzione ancora più innovativa, che risolve tutti i problemi di chi non sa parcheggiare.

Insomma, le complesse combinazioni di sterzate e retromarcia potrebbero essere una cosa del passato, così come lo stress e il nervosismo che a volte vanno a braccetto con un parcheggio complesso.

Il negozio di Ford a Detroit dove le auto si parcheggiano autonomamente

Nel 2020, Ford ha aperto un negozio a Detroit, nel quartiere di Corktown, con l’obiettivo di dimostrare che sì, sembra un sogno, ma è davvero possibile per le automobili parcheggiarsi da sole. Per rendere disponibile questa tecnologia, la multinazionale americana ha collaborato con Bosch e ha dotato le sue Ford Escape, frutto appunto di un crossover, di sensori avanzati e funzionalità connesse, in grado di realizzare il parcheggio autonomo.

Come è possibile che una macchina faccia manovra e parcheggi da sola

Affinché la magia avvenga, basta semplicemente impartire il comando a Escape tramite un’app dello smartphone. La macchina a questo punto utilizzerebbe l’hardware interno per misurare le distanze, evitando l’impatto con cose e persone. Per il momento tutto avviene in un ambiente controllato, ovvero un garage dotato di sensori in grado di "comunicare" con Escape.

Tramite l’applicazione precedente, il guidatore può anche richiamare l’auto a sé, avvantaggiandosi dei servigi di un vero e proprio chauffeur elettronico, incaricato di riaccendere il motore e tirare fuori la vettura dallo spazio in cui la si era lasciata a riposare, in attesa del successivo viaggio.

Per il momento l’intero processo avviene nello Smart Parking Lab di Detroit, messo a punto grazie anche al contributo della società immobiliare Bedrock e dello stato del Michigan. Si tratta insomma di un ambiente costruito appositamente per questo tipo di simulazioni, ma che in futuro, chissà, potrebbe diventare la norma.

Giuseppe Giordano

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