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Scoperta acqua su Marte Fonte foto: 123 RF
SCIENZA

Su Marte l'acqua c'è ma è nascosta: l'ultima incredibile scoperta

C'è vita su Marte? Se non altro sembra esserci acqua, grazie alla scoperta di ESA e Roscosmos nel Grand Canyon noto come Valles Marineris

Da mezzo secolo è impossibile eliminare il punto interrogativo dalla domanda che si è posto (e non solo lui) David Bowie: c’è vita su Marte? Una risposta certa non esiste, ma qualche spunto interessante è arrivato da una ricerca che ha visto come protagoniste l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e quella russa Roscosmos. Nel pianeta rosso esiste un sito che sorge al centro di un grande sistema di valli, una sorta di Grand Canyon per intendersi. È proprio qui (il luogo si chiama Candor Chaos) che sono stati rilevati livelli molto elevati di idrogeno, una zona ricca d’acqua, più di quanto ci si potesse attendere.

Come si è arrivati a una conclusione del genere? Il Grand Canyon che potrebbe nuovamente riscrivere la storia di Marte è noto come Valles Marineris: ha una lunghezza di ben 4mila chilometri, mentre è largo 200 km e profondo altri 7. È difficile non notarlo nel pianeta, tanto è vero che la sua estensione arriva fino al 25% della circonferenza complessiva. Secondo quanto riferito da Alexey Malakhov dell’ESA, nella parte centrale della valle c’è tantissima acqua. Vale comunque la pena precisare che gli strumenti impiegati dalle agenzie potrebbero aver rivelato l’elemento in forme diverse, anche perché gran parte di esso viene normalmente trattenuto dai principali minerali marziani. Il condizionale è quindi d’obbligo.

I meriti della sonda TGO

L’entusiasmo per una novità di questo tipo su Marte è inevitabile, soprattutto dopo quanto svelato da Perseverance, ma gli esperti hanno cercato di porre un freno alle facili conclusioni. In particolare, Hakan Svedhem, ex scienziato dell’ESA, ha spiegato come il passo compiuto sia fondamentale, però serviranno altre osservazioni per capire qual è la forma esatta dell’acqua rilevata. Il “serbatoio" marziano è qualcosa di assodato, non sembra nemmeno troppo profondo e l’obiettivo è quello di perlustrarlo in tempi brevi. Il merito della scoperta degli ultimi giorni si deve tutto alla sonda Trace Gas Orbiter (TGO) che è parte integrante del programma ExoMars. Qualche dettaglio in più aiuta a comprendere meglio quello che è successo.

Le future missioni marziane

Le riserve di acqua in questo sito marziano potrebbero avere le dimensioni simili a quelle dei Paesi Bassi: si trovano sotto la polvere superficiale e questo significa che potrebbero essere sfruttate senza problemi dalle future missioni con l’uomo come protagonista. L’esplorazione di Marte non potrà dunque fare a meno di Valles Marineris, l’impressione è che le sorprese non siano finite qui. Altri meriti vanno ascritti a Frend, il telescopio che si trova a bordo di TGO e che misura il contenuto di idrogeno tramite il flusso di neutroni della superficie.

Alle ultime conclusioni non si è arrivati all’improvviso, visto che le osservazioni sono durate dal 2018 fino allo scorso mese di febbraio. Le ipotesi sulle future scoperte non mancano. Si pensa che l’acqua di Marte sia sotto forma di ghiaccio, ma non mancano coloro che propendono per un elemento legato ad altri minerali del suolo dal punto di vista chimico. ESA e Roscosmos possono gongolare a ragione, la loro scoperta conferma la validità del programma congiunto UE-Russia e il fatto che la rilevazione idrica fosse inattesa ha aumentato lo stupore generale. Nei prossimi mesi bisognerà attendersi nuovi aggiornamenti sulla vicenda, in attesa che le missioni umane diventino realtà.

Simone Ricci

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