Un nuovo studio sul sangue dei Neanderthal Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Neanderthal, svelato il motivo che li portò all’estinzione

Uno studio sul sangue arcaico svela il mistero dei Neanderthal: tra le possibili cause dell’estinzione della specie, l’incontro con l’Homo Sapiens

Il primo indicatore utilizzato in antropologia per decifrare l’origine, i movimenti e le commistioni tra popolazioni è relativo ai sistemi dei gruppi sanguigni: l’emergere di nuove tecnologie in grado di decodificarne le proprietà, però, non è ancora molto usata per gli studi sui genomi arcaici. 

Una ricerca del Cnrs di Marsiglia ripercorre la storia del genoma umano a partire dal sangue: nonostante i grandi progressi ottenuti in ambito di mappatura genomica, si sa infatti ben poco dei gruppi sanguigni di Neanderthal e Denisova

I risultati della ricerca aprono a nuove ipotesi affascinanti, tra le quali emerge il possibile motivo dell’estinzione dell’uomo di Neanderthal.

La ricerca: dove si incontrano Neanderthal e Sapiens

La ricerca, pubblicata sulla rivista PLoS ONE, ha analizzato i campioni di sangue provenienti da tre esemplari di Neanderthal e da un Homo di Denisova vissuti tra 10.000 e 40.000 anni fa, confrontandoli con i sette gruppi sanguigni oggi noti ed utilizzati, per esempio, per le trasfusioni. 

Il primo risultato dello studio evidenzia che esiste un gruppo sanguigno comune "che attraversa il tempo e lo spazio" e dimostra che, in qualche momento della storia evolutiva, l’uomo neanderthaliano e la nostra specie si incontrarono.

Lo studio, oltre a confermare vecchie ipotesi, fa luce su possibilità del tutto nuove: è stato per esempio dimostrato che l’uomo neanderthaliano presenta la stessa variabilità A, B, 0 degli uomini moderni, mentre in passato si credeva che gli ominidi avessero tutti sangue del gruppo Zero. 

Confermata invece anche dal sangue l’origine africana dell’uomo: come i Sapiens, anche Neanderthal e Denisova presentano alleli compatibili con la genetica arcaica africana. 

Il confronto dei campioni con record attuali provenienti da Papua e dall’Australia suggerisce poi che proprio in Oceania sia avvenuta una sorta di  ibridazione permanente tra il Neanderthal e l’uomo moderno – prima ancora che le due specie si espandessero verso il Sud Est dell’Asia.

L’estinzione dei Neanderthal: colpa dell’Homo Sapiens?

La presenza di un sangue comune è anche coerente con l’ipotesi che una diversità genetica troppo debole abbia contribuito alla fine della specie Neanderthal. Studiandone il sangue, i ricercatori hanno scoperto che i Neanderthal erano particolarmente soggetti ad una grave forma di emofilia: i geni legati alla malattia sono stati infatti rinvenuti in individui vissuti a 50mila anni, e svariate migliaia di chilometri, di distanza.

Secondo Stéphane Mazières, co-autore dello studio, il dato "suggerisce che questa peculiarità genetica, che porta al rischio di avere un feto anemico, sia stata particolarmente comune tra i Neanderthal".

Probabilmente, è quello che sembra indicare la ricerca, l’incontro con l’Homo Sapiens potrebbe aver esposto i Neanderthal ad un rischio ancora maggiore di sviluppare l’emofilia, contribuendo così all’estinzione della specie, avvenuta circa 40mila anni fa.

L’alto tasso di rapporti tra consanguinei, una crescita demografica troppo debole ed una capacità riproduttiva messa a dura prova dall’incontro con la specie Sapiens disegnano uno scenario che da solo potrebbe aver condotto all’estinzione dei Neanderthal, e al successo della nostra specie.

Come fa notare l’equipe del Cnrs di Marsiglia, "i risultati della ricerca non soltanto contribuiscono allo studio sull’origine e l’evoluzione di Neanderthal e Denisova, ma dimostrano che l’analisi dei sistemi sanguigni è un pezzo importante del puzzle".

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