eb3a76bcd5cd00b8e90a886445da4d0f.jpg Fonte foto: ANSA
TECH NEWS

Nuova frontiera dei robot, sono 'ibridi'

Macchine-cellule viventi per adattarsi ad ambienti ostili

(ANSA) – ROMA, 30 NOV – Dopo i robot di metallo, quelli di plastica e i soffici, è la volta dei robot ibridi, costruiti assemblando parti artificiali e tessuti biologici. A indicare le prospettive di questa nuova era della tecnologia è lo studio a guida italiana pubblicato sulla rivista Science Robotics, che ha come primo autore Leonardo Ricotti, dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Sono robot capaci di adattarsi ad ambienti ostili, come il corpo umano, e le possibili applicazioni vanno dalla tutela ambientale alle operazioni di soccorso e alla sorveglianza, fino alla medicina e al lavoro in fabbrica. “Queste macchine ibride sono sistemi robotici basati su cellule viventi”, ha spiegato Leonardo Ricotti. Un perfetto connubio tra componenti naturali e artificiali. Allo studio hanno collaborato centri di ricerca e università di Stati Uniti, Canada e Germania. Negli ibridi ottenuti finora sono state ‘assemblate’ cellule di batteri e insetti, insieme a cellule umane.

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