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Nuovi fossili riscrivono la storia dell’evoluzione Fonte foto: Ansa
SCIENZA

Nuovi fossili riscrivono la storia dell’evoluzione

Il teschio di Dragon Man in Cina rivelerebbe un nuovo parente stretto dell’uomo, mentre alcuni reperti in Israele testimoniano lo sviluppo dei Neanderthal dal Medio Oriente.

Nuovi fossili trovati in Israele e l’analisi del teschio di "Dragon Man" in Cina stanno riscrivendo la storia dell’evoluzione umana. Si tratta di due studi differenti, il primo riguarda i ritrovamenti risalenti all’epoca di Neanderthal, di 140mila anni fa, che indicherebbero come l’evoluzione dei nostri "cugini" non sia avvenuta solo nel continente europeo, ma anche nel Medio Oriente. La seconda ricerca è collegata alla scoperta di una nuova specie umana, l’Homo longi o Dragon Man, dal nome del luogo in cui è stato ritrovato il fossile. Vissuto 146 milioni di anni fa, questo essere umano potrebbe avere una parentela con i Sapiens molto più stretta di quella dei Neanderthal.

I fossili ritrovati in Israele

I ricercatori dell’Università di Tel Aviv ed Hebrew di Gerusalemme, con il contributo di studiosi della Sapienza di Roma e dell’università di Firenze, hanno rinvenuto dei resti nello scavo di Neshar Ramla. In particolare si tratta di denti e parti di mandibola e di cranio. Lo studio è stato pubblicato su Science. I fossili sono stati analizzati con sofisticate tecniche digitali e hanno dimostrato una combinazione di caratteristiche dei Neanderthal e tratti più arcaici.

"L’elemento fondamentale di questo ritrovamento – ha spiegato all’Ansa Giorgio Manzi dell’università Sapienza – è in particolare la datazione, circa 140mila anni fa,  in quella che viene definita la fine del Pleistocene medio. Una fase che rappresenta un momento di passaggio per l’evoluzione umana,  una transizione da forme di Homo arcaiche verso le forme più moderne come i Sapiens o i Neanderthal". Il fatto che i resti siano stati ritrovato in Israele, però, rivelerebbe che l’evoluzione dei Nenderthal avrebbe avuto contributi anche dal Medio Oriente.

Il teschio di Dragon Man in Cina

A coordinare lo studio sull’altro ritrovamento, quello del fossile di Homo longi in Cina, è stata l’accademia delle Scienze cinese e dal museo di Storia naturale di Londra e la loro ricerca è stata pubblicata su “The Innovation". I ricercatori hanno analizzato un cranio fossile molto grande, simile a quello dei Sapiens e quasi perfettamente conservato. Il teschio di Dragon Man era stato trovato circa 100 anni fa, ma recentemente è stato analizzato con nuove tecniche che avrebbe svelato come questa nuova specie possa essere la più vicina ai Sapiens. In realtà la comunità scientifica non ha ancora confermato la scoperta. Sempre il paleoantropologo della Sapienza Manzi, riguardo al teschio di Dragon Man, ritiene non si possa parlare di una vera e propria nuova specie quanto "di un reperto importante per definire meglio la linea dei Denisova, ominidi di cui consciamo ancora poco ma che hanno avuto un ruolo importante sull’evoluzione umana".

Restando in tema di evoluzione, alcuni esperti avrebbero individuato la sostanza, eruttata dai vulcani, che provoco la più grande estinzione di massa della Terra.

Stefania Bernardini

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