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Parental control, arriva il filtro che blocca tutti i contenuti pericolosi

Un emendamento approvato nella Commissione Giustizia prevede l'utilizzo obbligatorio di un filtro parentale sugli smartphone, computer, televisori e anche da parte degli operatori telefonici

In Italia i contenuti pornografici potrebbero essere bloccati di default su tutti i dispositivi per tutelare i più piccoli. Questo prevede un emendamento presente nel testo di conversione della legge sulla giustizia e sulle intercettazioni e che porta il nome di “Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio“. L’emendamento prevede infatti che su tutti  i dispositivi elettronici e anche sul proprio abbonamento telefonico sia previsto un filtro che blocca i contenuti non appropriati,  anche quelli pornografici.

Il filtro ha un nome ben preciso: parental control. Per molti italiani non è certo un termine nuovo: da anni il controllo parentale è presente su tutti i dispositivi: permette alle famiglie di bloccare la visione e il download di contenuti e applicazioni. Questo emendamento, però, cambia le carte in tavola: non deve essere l’utente a richiedere l’attivazione, ma funziona di default. Anzi, deve essere la persona a disattivarlo o a richiedere l’eliminazione del blocco.

Che cosa è il parental control

Il parental control, meglio conosciuto come controllo parentale, è una funzione presente su qualsiasi tipo di dispositivo per proteggere i bambini dalla visione di contenuti non adatti alla loro età. È presente sullo smartphone, sul computer e anche sugli smart TV o sui decoder per vedere i canali. Il parental control funziona come se fosse un filtro: non permette la visione o l’accesso a contenuti o piattaforme che potrebbero non essere adatte al bambino o all’adolescente.

Ad esempio, sullo smartphone il parental control blocca l’installazione delle app da parte dei più giovani in base alla loro età: devono prima richiedere il consenso dei genitori e poi far partire il download. Allo stesso modo blocca anche gli acquisti in-app: sono sempre più frequenti le notizie di ragazzini che hanno spessspendono migliaia di euro su giochi come Fortnite o Fifa.

Come attivare il parental control

Tutti gli smartphone hanno un parental control a livello di sistema operativo: Google e Apple hanno implementato delle funzioni che permettono ai genitori di decidere cosa e cosa non può fare il proprio figlio. In alternativa è possibile attivare il parental control anche per la scheda SIM per bloccare eventuali pagamenti per servizi in abbonamento. Esistono anche delle applicazioni che svolgono una funzione molto simile.

Discorso identico per quanto riguarda il PC: esiste uno strumento per il parental control implementato a livello di sistema operativo sia per quanto riguarda Windows 10 sia il Mac. Sul computer Apple è possibile creare direttamente un account ad hoc con i controlli parentali attivi di default.

Anche sugli smart TV è possibile attivare il filtro protezione per impedire ai bambini di vedere contenuti non appropriati alla loro età e bloccare l’installazione di app pericolose. Solitamente è presente nelle Impostazioni del televisore.

Cosa prevede l’emendamento sul parental control

Il testo dell’articolo 7 bis della legge sulla Giustizia e sulle intercettazioni è piuttosto esplicito: “I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di parental control ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto“. Il testo prosegue dicendo che il filtro parentale deve essere gratuito e può essere disattivato solo su richiesta del consumatore. Se l’emendamento venisse approvato in via definitiva, gli operatori telefonici e i produttori dovranno adeguarsi alla nuova norma.

Come spiegato dal senatore Simone Pillon, uno dei promulgatori dell’emendamento: “l’introduzione dell’obbligo per i fornitori di telefonini, tablet, laptop, tv e altri device di preinstallare gratuitamente sugli apparati un filtro per bloccare contenuti violenti, pornografici o inadeguati per i minori”. 

Sono già arrivate le prime obiezioni all’emendamento da parte di esperti su questioni legate alla rete e all’accesso all’informazione. Il filtro attivo di default, infatti, potrebbe ledere il diritto alla corretta informazione e potrebbe essere catalogato come una  forma di censura. Vedremo nelle prossime settimane come evolverà la situazione.

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