Multa su cruscotto Fonte foto: lmfoto/shutterstock
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PEC obbligatoria per gli automobilisti: cosa prevede il nuovo CdS

Una proposta di modifica al Codice della Strada potrebbe rendere obbligatoria la PEC per chiunque possieda un veicolo

Ben presto, tutti gli automobilisti italiani potrebbero dover attivare un indirizzo di Posta Elettronica Certificata. La PEC, infatti, diventerà il mezzo prediletto per inviare comunicazioni a chi possiede una patente. O, per meglio dire, questa è la proposta di modifica al Codice della Strada proposta in questi giorni dal CNEL (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro).

I membri dell’ente, il cui scopo è quello di proporre riforme dell’assetto legislativo del nostro Paese, hanno inviato alla Camera dei deputati tre proposte di modifica del Codice della Strada, inclusa l’obbligatorietà di utilizzo della PEC. La posta certificata, nei piani del CNEL, dovrebbe essere utilizzata per comunicare in maniera diretta e agevole con gli automobilisti. In particolare, la PEC verrebbe utilizzata per inviare notifica delle multe e contravvenzioni elevate per violazioni delle norme del Codice della Strada, consentendo così agli enti locali (e agli stessi automobilisti multati) di risparmiare tempo e denaro.

Scegliendo la notifica via PEC, infatti, verrebbero eliminati tutti i costi di notifica solitamente sostenuti se l’invio avviene via posta cartacea. Secondo alcuni calcoli, il risparmio potrebbe superare i 10 euro a verbale. L’apertura di una casella di posta certificata con servizi come Libero Mail PEC, poi, è semplice, veloce ed economico: con una spesa di 9,90 euro l’anno si avrà a disposizione una casella con 1 gigabyte di spazio d’archiviazione e si potranno ricevere e inviare raccomandate comodamente da casa.

Perché la PEC diventa obbligatoria per i proprietari di un’automobile

Nello specifico, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro vorrebbe modificare l’articolo 80 del CdS, introducendo l’obbligatorietà della comunicazione della PEC personale “all’atto della immatricolazione dei veicoli, ovvero della revisione periodica degli stessi”. La casella di posta certificata verrebbe utilizzata per le comunicazioni previste dall’articolo 201 dello stesso Codice della strada (notifiche delle violazioni), così come già previsto dal Decreto interministeriale del dicembre 2017 contenente la “Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, tramite posta elettronica certificata”.

L’invio delle multe via PEC, infatti, è già previsto dall’ordinamento legislativo italiano, ma sinora era una delle opzioni di notifica a disposizione dell’autorità e dell’automobilista. Con la modifica al Codice della Strada proposta dal CNEL, invece, diverrebbe l’unica modalità a disposizione, rendendo così obbligatoria l’adozione della PEC.

La posta certificata, però, può tornare utile per gli scopi più disparati. Ad esempio, l’indirizzo PEC coinciderà con il nostro domicilio digitale una volta che la riforma della PA sarà completata; può essere utilizzata come alternativa economica alla raccomandata per comunicare con gli enti della pubblica amministrazione o per disdire i contratti con operatori telefonici, TV satellitari e così via.

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