Alcuni animali si stanno restringendo e non è una cosa buona Fonte foto: ISTOCK
SCIENZA

Alcuni animali si stanno restringendo e non è una cosa buona

Il corpo delle salamandre che vivono in nordamerica è più piccolo dell'8% dal 1960. Alcuni animali si stanno restringendo e non è una cosa buona.

L’intera questione ricorda molto da vicino la trama di un film. La pellicola è del 2017, il titolo è Downsizing e il regista è Alexander Payne.

Downsizing racconta di un esperimento sui generis, ma a fin di bene: uno scienziato riduce la propria massa e quella dei partecipanti a un esperimento a un volume corporeo pari a 1/2744 dell’originale. Lo scopo? Salvare il pianeta: il totale di tutti i prodotti non compostabili prodotti dall’intera comunità dei partecipanti all’esperimento potrebbe essere infatti contenuto in un solo sacco di immondizia.

Con quanto osservato dagli scienziati che studiano gli animali, ci sono sostanziali differenze e alcuni sorprendenti punti di contatto. Tra i secondi, ad esempio, l’aspetto dell’impatto sull’ambiente e il tema del riscaldamento climatico. Una grossa differenza è poi naturalmente che, in un caso si tratta di fiction, in un altro della realtà.

Potrebbe sembrare ridondante sottolinearlo ma, considerato che alla cosa quasi non ci si crede, è bene mettere in chiaro che, sì, sta succedendo davvero: uccelli, mammiferi e pesci stanno rimpicciolendo. Non è una buona notizia.

Quali animali stanno diventando sempre più piccoli

Gli studiosi hanno osservato che negli Appalachi, una catena montuosa situata nella parte orientale dell’America del Nord, il corpo delle salamandre è più piccolo dell’8% dal 1960. Nell’Oceano Atlantico i pesci menadi sono sempre più leggeri – in media del 15% – rispetto al 1987, mentre la massa degli uccelli del Field Museum di Chicago è inferiore al 4% dall’inizio delle registrazioni negli anni Settanta.

Perché gli animali si stanno restringendo

Ed ecco la cattiva notizia: il rimpicciolimento degli animali è molto probabilmente legato all’aumento delle temperature provocato dal cambiamento climatico. Il principio è che i corpi più piccoli consentono agli animali a sangue caldo di rimanere più facilmente freschi: questione di sopravvivenza insomma. E di biologia: il caldo infatti blocca il metabolismo di questi esserini bloccandone di conseguenza la crescita.

L’osservazione degli animali non smette mai di riservare sorprese. È incredibile infatti come specie diverse dall’uomo riescano ad aggirare i limiti connaturati alla nostra condizione.  C’è ad esempio la formica tedesca che non invecchia mai, né lavora, eppure è stranamente voluta bene da tutte le altre colleghe. E che dire della medusa immortale, l’animale più longevo del mondo?

Giuseppe Giordano

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