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Perché i link web sono blu?

I link su Internet sono un'invenzione di Tim Berners-Lee, ma per quale motivo sono di colore blu? Scopri la spiegazione

28 Marzo 2019 - Come forse già saprai il World Wide Web ha da poco compiuto i suoi primi 30 anni: il 12 marzo del 1989 Tim Berners-Lee, da tutti considerato il padre del Web, presentò una prima proprosta di ricerca su come organizzare le informazioni, in pratica una prima rete di connessioni tra computer da cui poi nacque l’Internet che conosciamo oggi. In tutti questi anni il Web è cambiato moltissimo, ma una cosa è rimasta identica sin dai tempi di Barners-Lee: i link.

O, come si dovrebbe meglio dire, gli HyperLink cioè i collegamenti tra una pagina Web e l’altra. Che non sono stati affatto inventati da Tim Berners-Lee a fine anni ottanta, come molti credono, ma dal sociologo e filosofo Ted Nelson che nel 1963 inventò il concetto di HyperText (ipertesto), cioè un testo che rimanda ad altri testi tramite HyperLink (o come dicon tutti “link“). I link di Nelson, però, erano diversi: erano infatti bidirezionali (una pagina che linkava un’altra era a sua volta linkata da quest’ultima) e non erano blu. Ma perché oggi tutti i link (o quasi) sono di colore blu? La risposta è un mistero.

Il colore dei link

Inizialmente, infatti, anche nell’implementazione di Tim Barners-Lee non erano blu e per un motivo molto semplice: gli schermi erano in bianco e nero (o verde e nero), quindi i link erano semplicemente parti di testo che venivano sottolineate per evidenziarle. Ben presto, però, arrivarono i primi display a colori e diventarono sempre più grandi e sempre più luminosi. Di conseguenza nacque l’esigenza di evidenziare ancor meglio i link per farli risaltare rispetto al resto del testo (le prime pagine Web erano composte da molto testo e quasi nessuna immagine).

Secondo una storia raccontata da Intel nel 2014Sir Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, scelse il colore blu perché era il colore più scuro tra quelli che si sarebbero distinti dal testo nero“. Ma, in realtà, lo stesso “padre del Webha dichiarato ufficialmente che non ricorda affatto per quale motivo ad un certo punto tutti iniziarono a usare il blu per i link.

Una recente ricerca dell’università di Southampton, nel Regno Unito, conferma che le persone che leggono un testo contenente dei link blu (invece che di altri colori) sono più propensi a rileggere la parte del testo contenente i link. Ma è un esperimento recente e potrebbe essere viziato dalla nostra abitudine di vedere quasi sempre link di quel colore. Nel 2016, invece, Google fece un altro esperimento: cambiò per un numero limitato di utenti il colore dei link nelle sue pagine di ricerca, da blu a nero. L’esperimento durò molto poco e ancora oggi anche Big G usa il colore blu per i link.