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Previsioni meteo meno precise per colpa della rete 5G

Il 5G potrebbe mettere a rischio la vita di milioni di persone. Il motivo? Secondo alcuni studi renderebbe le previsioni meteo meno precise, causando rischi

20 Maggio 2019 - Nuove nuvole sul 5G, e non è solo un modo di dire: secondo molti scienziati americani ed europei l’uso delle frequenze per le trasmissioni cellulari in 5G potrebbe rendere molto meno precise le previsioni meteo. Si parla addirittura di un 30% in meno di precisione, un ritorno alla qualità delle previsioni meteo che si avevano nel 1980.

Tradotto in termini molto pratici: con previsioni così scadenti un uragano verrebbe previsto con tre o addirittura quattro giorni di ritardo rispetto ad oggi, dando molto meno tempo alle autorità e alla popolazione di prendere le dovute contromisure. Tutto ciò, in casi estremi, potrebbe portare a far crescere la conta dei morti causati dai fenomeni atmosferici. Se questa ipotesi dovesse rivelarsi corretta, quindi ci troveremmo di fronte ad una scelta: o fermare l’innovazione tecnologica del 5G, o proteggere la vita di più persone possibile.

Perché il 5G disturba le previsioni meteo.

Come ha spiegato in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati USA Neil Jacobs, capo della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), le trasmissioni 5G usano anche la frequenza di 24 GHz. Tale frequenza è al confine con i 23,8 GHz, che è invece la frequenza che emette spontaneamente il vapore acqueo nell’atmosfera. Quest’ultima frequenza viene captata dai satelliti meteo (come il GOES-R del NOAA e MetOp della UE) e usata insieme a molti altri dati per costruire previsioni più attendibili. Jordan Gerth, ricercatore dell’University of Wisconsin e membro dell’American Meteorological Society, spiega a Wired: “Noi non ci possiamo spostare dai 23,8 GHz, altrimenti lo faremmo. Per quanto riguarda il 5G, l’amministrazione pubblica ha il dovere di inserirlo nello spettro delle frequenze e hanno pensato ad una banda che sembrava loro ok. Ma è proprio vicino alla frequenza dove noi studiamo il meteo“.

Addio 5G?

Questo non vuol dire che dobbiamo dire addio al 5G, per due motivi. Il primo è che l’interferenza è al momento solo una supposizione, anche se basata su dati scientifici credibili. Il secondo è che sarà possibile ottenere dai gestori delle reti 5G l’impegno ad utilizzare il meno possibile le bande di frequenza più vicine ai 23,8 GHz al fine di limitare al minimo le interferenze. Ciò sarà fatto durante la World Radiocommunication Conference 2019 (WRC-19), che si terrà a Sharm el-Sheikh in Egitto dal 28 ottobre al 22 novembre.

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