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Quanto spendono gli italiani per la TV on demand

I contenuti in streaming, film, musica e serie TV, sono diventati una spesa fissa anche per gli italiani: ecco quanto spendiamo in media ogni mese per Netflix & Co.

Giuseppe Croce
Giuseppe Croce Giornalista

Peppe Croce, giornalista dal 2008, si occupa di device elettronici e nuove tecnologie applicate al mondo automotive. È entrato in Libero Tecnologia nel 2018.

Di recente la TV on demand è entrata nelle case di milioni di italiani, diventando una spesa fissa mensile per un’ampia fetta della popolazione. In pochi anni, questo modo di fruire di contenuti audiovisivi, tra cui film, serie tv e spettacoli, si è ritagliato un posto di grande rilievo, dando spazio a un nuovo tipo di mercato in costante evoluzione.

A delineare gli aspetti principali della diffusione della TV on demand nel Paese è una ricerca condotta nel mese di aprile 2021 da N26, mobile bank che ha voluto indagare sulla pervasività del fenomeno su scala europea. In Italia, il sondaggio ha coinvolto più di 1000 persone (6075 in tutto), consentendo così di poter contare su uno spaccato completamente dedicato alla nostra nazione. I dati emersi mostrano in maniera evidente come i consumatori siano ormai consapevoli dell’utilizzo di questo sistema, in linea con quanto accade nelle altre nazioni dell’Ue. A far propendere per la modalità a richiesta, poi, sono fattori di varia natura, i quali dimostrano che i fruitori non appartengono solamente a un pubblico prettamente tecnologico ma a una platea eterogenea, con background e necessità differenti.

TV on demand, quanto spendono gli italiani?

Nel gruppo analizzato da N26, il 42% possiede tra i 2 e i 3 abbonamenti a piattaforme di streaming; il dato diventa ancora più corposo nella fascia d’età che va dai 25 e i 34 anni, con oltre 4 sottoscrizioni per il 33% degli appartenenti. Tra servizi a cadenza variabile, la spesa media mensile è di 37,04 euro, leggermente più corposa per gli uomini rispetto alle donne.

A far alzare la cifra, secondo le statistiche dello studio, è stata la pandemia: il 34% degli abbonati ha aumentato il portafoglio delle sottoscrizioni proprio in periodo Covid, soprattutto nell’insieme 25-34 anni che ha dichiarato di aver aggiunto pacchetti e add-on nel 43% delle interviste.

A convincere gli italiani è in particolare la possibilità di disdire in ogni momento l’abbonamento sottoscritto, senza correre il rischio di incappare nel pagamento di gravose penali; lo dichiara il 32% del campione. Si aggiunge poi la facilità di fruizione, da casa e in mobilità, condizione che convince il 31% dei nostri connazionali.

TV on demand, Italia vs. Europa

Gli italiani hanno subito maggiormente il fascino dell’on demand durante la pandemia a confronto con gli europei, visto che solo il 31% dei cittadini comunitari ha stipulato nuovi abbonamenti. C’è da dire, però, che in Ue il 24% ne detiene già più di quattro, un numero particolarmente alto, per un costo al mese di 39 euro che diventano 465 nel corso dell’anno.

Anche in questo caso il motore sono i giovani: tra Tv e altri servizi a sottoscrizione, la fascia 18-24 sborsa 48 euro/mese, più del doppio degli over 65 che si fermano a 20 euro/mese e 240 euro l’anno.

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