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pesce d'aprile Fonte foto: Shutterstock
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Quest'anno niente scherzi: Google cancella il suo pesce d'aprile

Anche quest'anno Google sceglie la sobrietà: niente pesce d'aprile perché troppe persone vivono ancora in una situazione difficile.

Niente April Fool’s Day per Google: anche quest’anno Big G ha deciso di non celebrare il rito del pesce d’aprile, perché non c’è nulla da festeggiare. E’ il secondo anno consecutivo che Google interrompe la tradizione, visto che l’anno scorso mezzo mondo era in lockdown e a Mountain View hanno preferito non fare scherzi.

Così, fino ad ora, nessun pesce per questo 1° aprile 2021 né ce ne saranno entro stasera, come conferma una email interna di Google pubblicata da Business Insider. A scrivere ai dipendenti è il vicepresidente della divisione marketing di Google, Marvin Chow, che nella lettera ricorda che “gran parte del mondo è ancora alle prese con sfide importantissime, quest’anno mettiamo di nuovo in pausa gli scherzi dell’April Fool’s Day“. In precedenza, oltre al pesce d’aprile 2020, Google aveva cancellato anche YouTube Rewind.

Google e il pesce d’aprile

A parte queste due interruzioni dovute alla pandemia Google ha una lunga tradizione di pesci d’aprile, spesso molto riusciti, iniziata nel 2000 e diventata stabile e praticamente ufficiale a partire dal 2004.

Nel 2007, ad esempio, Google aveva annunciato l’arrivo di TiSP, il “Toilet Internet Service Provider“: una connessione a Internet gratuita che sarebbe giunta in tutte le case tramite un cavo in fibra ottica fatto passare dai tubi della fognatura.

Nel 2010 è venuto il turno della versione per animali di Google Traduttore: l’utente inseriva una parola e Google la traduceva in linguaggio canino o felino. Nel 2012 aveva invece annunciato una sorta di bancomat portatile da agganciare allo smartphone per ritirare denaro direttamente da casa.

Un anno duro per tutti, ma ottimo per Google

A dire il vero, però, questo anno di pandemia è stato particolarmente proficuo per Google (come anche per molti altri big della tecnologia). Google, infatti, ha saputo sfruttare e intercettare molto bene l’enorme richiesta di servizi elettronici derivanti dallo smart working, dalla didattica a distanza e dalla necessità di comunicare con parenti e amici lontani.

Ad ammetterlo, tra le righe della sua lettera ai dipendenti, è lo stesso Marvin Chow: “Durante lo scorso anno, sono stato così ispirato da quanto i nostri prodotti, programmi e persone siano stati utili durante i periodi più difficili dell’umanità. Lo abbiamo fatto con sensibilità ed empatia, riflettendo la gamma di esperienze stimolanti che tanti stanno vivendo a livello globale“.

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