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Radiazioni smartphone, tutto quello che c'è da sapere

Il valore Sar indica quante radiazioni elettromagnetiche assorbe il corpo umano da un dispositivo elettronico: ecco come capire se lo smartphone è pericoloso

26 Agosto 2019 - Con l’arrivo dei primi dispositivi 5G sono tornate in auge le polemiche sulla pericolosità delle radiazioni elettromagnetiche emesse dagli smartphone. Preoccupazioni già viste ad ogni step della tecnologia: 2G, 3G, 4G.

La scienza, in merito, è abbastanza concorde nel confermare il fatto che l’elevata esposizione alle onde elettromagnetiche sia un pericolo per l’uomo ma, allo stesso tempo, i limiti fissati dalla legge rendono sicuro l’uso quotidiano degli smartphone. L’industria, di conseguenza, si è adeguata ai valori imposti dalla normativa, soprattutto ai cosiddetti valori SAR che sono il parametro principale su cui si basano le ricerche scientifiche. Tuttavia, periodicamente, sulla stampa si leggono notizie allarmanti relative ad uno o più dispositivi che sforano i limiti imposti dalla legge. Il dubbio del consumatore, per questo, è su quanto siano realmente pericolosi gli smartphone e se, sotto sotto, i produttori non mentano riguardo alle emissioni.

Cosa sono i valori SAR

La sigla SAR sta per “Specific Absorption Rate“, cioè tasso di assorbimento specifico (delle onde elettromagnetiche, ovviamente). In pratica indica quante radiazioni elettromagnetiche assorbe il corpo umano da un dispositivo elettronico in una unità di tempo, posizionando il dispositivo a delle distanze prestabilite. Il SAR viene espresso in Watt per chilogrammo (W/kg) e ogni Stato impone i suoi limiti. In USA il SAR massimo concesso è di 1,6 W/kg, mentre in UE ogni Stato membro può decidere autonomamente entro una soglia massima di 2 W/kg. L’Italia è tra i paesi in UE con i limiti più bassi.

Le inchieste del Chicago Tribune e dell’ANFR

A metà luglio l’Agence Nationale des Fréquences (ANFR) francese ha imposto il ritiro dal mercato di due smartphone: il Leagoo S8 e l’AllView X4 Soul Mini S. Entrambi superavano, secondo l’agenzia, le soglie SAR di 2 W/kg: il primo raggiungeva i 2,39 w/kg, il secondo addirittura i 4,6 W/kg. Precedentemente, sempre l’ANFR, aveva ottenuto da Xiaomi l’abbassamento della potenza (tramite aggiornamento del firmware) della radio dei due smartphone Redmi Note 5 e Xiaomi Mi Mix 2S. Pochi giorni fa, invece, una inchiesta del Chicago Tribune ha rivelato che i dispositivi meno recenti di Apple e Samsung superano le soglie SAR (le aziende hanno prontamente smentito).

Radiazioni smartphone, pericoli?

I risultati delle indagini condotte dall’ANFR e dal giornale americano non sono comparabili: mentre nel primo caso è un ente pubblico a fare i test, seguendo strettamente la normativa di settore, nel secondo caso i test sono stati definiti da più parti come poco affidabili. Questo ci insegna, da una parte, che non tutti gli allarmi sono uguali e che, dall’altra, le autorità preposte a vigilare sul rispetto dei valori SAR sanno fare il loro lavoro. Da ricordare, infine, che i valori SAR imposti dalle leggi sono sempre molto inferiori a quelli ritenuti dannosi dagli studi scientifici.