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Rivoluzione Android: 4 anni di aggiornamenti garantiti su questi smartphone

GRazie all'accordo tra Google e Qualcomm sempre più smartphone Android potranno ricevere fino a quattro anni di aggiornamenti, in tempi molto più rapidi

Google e Qualcomm hanno annunciato una nuova collaborazione per migliorare il processo di aggiornamento di Android per gli smartphone dotati dei chip Snapdragon. In pratica si tratta di far partecipare anche Qualcomm a “Project Treble“, un progetto al quale fino ad ora hanno partecipato solo Google e i produttori di smartphone.

L’obiettivo finale è quello di consentire ai produttori di aggiornare i propri dispositivi basati su SoC Snapdragon con l’ultimo sistema operativo Android per 4 anni, senza modificare il software specifico del chipset Qualcomm integrato nello smartphone. Fino ad oggi il Project Treble ha permesso a chi produce i dispositivi di semplificare lo sviluppo degli aggiornamenti, ma scaricando parte dei costi di sviluppo su chi produce i processori. Il risultato è stato che Qualcomm, che ha una gamma sempre più ampia di processori, non ha esteso la durata dei suoi aggiornamenti tanto quanto sarebbe stato necessario per garantire i 4 anni di update. Adesso, però, le cose stanno per cambiare.

Quanto dureranno esattamente gli aggiornamenti Android

Qualcomm Technologies supporterà tre versioni del sistema operativo Android e quattro anni di aggiornamenti di sicurezza per tutte le piattaforme Snapdragon, a partire dal nuovissimo SoC Snapdragon 888 appena presentato. A breve anche altri modelli di SoC di Qualcomm garantiranno gli aggiornamenti lunghi.

Per la precisione saranno offerte tre versioni di Android (quindi tre aggiornamenti annuali) e un ulteriore anno di patch di sicurezza. Uno smartphone 2021 con processore Snapdragon, quindi, uscirà di fabbrica con Android 11 e potrà essere aggiornato fino ad Android 14 (che uscirà nel 2023) ma riceverà le patch di sicurezza fino al 2024.

Perché il tuo smartphone non può avere sempre l’ultimo Android

Gli utenti amano e desiderano ricevere sempre le ultime versioni disponibili di Android, ma non è un processo così facile da realizzare come si potrebbe credere. Android, infatti, è composto da due grandi componenti: una “fissa” e una “variabile“.

La componente fissa di Android è quella sviluppata da Google e si chiama “Generic System Image” (GSI), la componente variabile è quella sviluppata dai vari produttori basandosi sulla GSI. Per fare esempi concreti: Samsung One UI, Huawei EMUI, Xiaomi MIUI, Oppo ColorOS sono tutte interfacce grafiche sviluppate sulle GSI di Google.

Il problema è che le GSI di Google devono essere compatibili con le precedenti tre generazioni di interfacce dei produttori, per semplificare gli aggiornamenti. Tutto questo va moltiplicato per la quantità di SoC presenti sul mercato e usati dai singoli produttori, creando una vera e propria Babele della compatibilità che rende gli aggiornamenti più complessi.

Per questo motivo chi produce smartphone non aggiorna l’interfaccia grafica degli smartphone più vecchi: costa troppo. E per lo stesso motivo Google riesce a garantire tre anni di aggiornamenti per tutti i suoi Pixel: non ha alcuna interfaccia personalizzata da aggiornare.

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