samsung exynos 2100 Fonte foto: Samsung
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Cosa cambia nei nuovi chip Samsung Exynos 2100

Con l'Exynos 2100 Samsung tenta di recuperare il gap di prestazioni con i SoC prodotti da Qualcomm in un modo molto semplice: scegliendo la stessa architettura.

Samsung ha scelto il CES 2021 per presentare Exynos 2100, il nuovo SoC destinato ad equipaggiare i suoi prossimi smartphone top di gamma, come quelli della famiglia Galaxy S21. Nato per sfidare il Qualcomm Snapdragon 888, in realtà gli somiglia parecchio: da quest’anno, infatti, le differenze di architettura tra i chip sviluppati in casa da Samsung e quelli di Qualcomm (usati da Samsung sul mercato americano) si assottiglia parecchio.

A differenza che in passato, quando Samsung progettava in casa i processori Exynos, con il 2100 ha preferito una via più semplice e decisamente standard: Exynos 2100 è infatti un System on Chip al cui interno troviamo i core progettati da ARM, esattamente come succede già sui processori di Qualcomm e di Mediatek. Anche per questo i processori ormai sono tutti molto simili, anche nelle prestazioni. Mediatek, seguendo questa strada, ha ridotto di parecchio il gap di prestazioni tra i suoi SoC e quelli di Qualcomm e lo stesso sta per succedere con gli Exynos di Samsung, che storicamente sono stati dei buoni processori, ma non al livello degli Snapdragon.

Samsung Exynos 2100: come è fatto

Per i motivi appena descritti il nuovo SoC Samsung Exynos 2100 sembra un Qualcomm Snapdragon rimarchiato: stessi core, quasi le stesse frequenze, capacità quasi identiche. Entrambi sono prodotti con processo a 5 nm, e hanno otto core: una CPU ARM Cortex X1 (a 2,9 GHz sull’Exynos, a 2,84 GHz sullo Snapdragon), 3 CPU ARM Cortex A78 (2,8 GHz contro 2,4 GHz) e 4 CPU ARM Cortex A55 (2,2 GHz contro 1,8 GHz). Sulla carta, quindi, l’Exynos 2100 è leggermente più potente dello Snapdragon 888, ma consuma di più.

L’unica vera differenza tra i due SoC è nella GPU integrata: Exynos è dotato di ARM Mali G78 MP14, mentre Snapdragon usa la Adreno 660 sviluppata in casa da Qualcomm. Entrambe le soluzioni possono gestire fotocamere con risoluzione massima di 200 MP e la rete 5G, sia quella Sug-6GHz che quella mmWave più veloce.

Cosa può fare Exynos 2100

A leggere le carte, quindi, possiamo aspettarci dall’Exynos 2100 prestazioni paragonabili a quelle dello Snapdragon 888, al quale tanto somiglia. Da una parte ciò è una buona notizia, perché permetterà a chi compra uno smartphone Samsung in Europa di godere di prestazioni equivalenti a chi lo compra in USA. Dall’altra segna un appiattimento di Samsung, che rinuncia a sviluppare in casa i suoi SoC affidandosi quasi interamente a soluzioni standard di ARM. Come tutti gli altri, d’altronde.

La verità su quanto è veloce Exynos 2100 in applicazioni reali la sapremo nel giro di pochi giorni: a poche ore dall’arrivo sul mercato del Samsung Galaxy S21, equipaggiato proprio con l’Exynos 2100, il Web sarà pieno di benchmark e di Samsung fan entusiasti, o delusi.

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