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Saturno, una delle sue lune potrebbe ospitare la vita: il nuovo indizio Fonte foto: 123rf
SCIENZA

Saturno, su una delle sue lune potrebbe esserci vita: il nuovo indizio

Sotto i ghiacci di Encelado, una delle lune di Saturno, è stato trovato un indizio che secondo gli scienziati è compatibile con la presenza di forme di vita aliene

La scoperta di nuovi mondi in grado di ospitare la vita ha da sempre affascinato l’umanità e fin dagli albori della ricerca di extraterrestri, i “sorvegliati speciali" sono stati i pianeti più vicini alla Terra, quelli del Sistema Solare. Marte è stato il primo a essere visto come la possibile casa dei “marziani", ma gli occhi sono stati spesso puntati anche su Venere e Saturno. Una nuova scoperta riguarda proprio il pianeta con gli anelli che, secondo un team di studiosi, potrebbe avere una luna in grado di ospitare la vita.

La luna di Saturno potrebbe ospitare la vita: il motivo

Si chiama Encelado la luna di Saturno che potrebbe ospitare la vita. C’è un indizio chiave che ha permesso agli esperti di formulare questa ipotesi rivoluzionaria ed è la presenza del metano.

Questo gas, infatti, è “compatibile" con una produzione dovuta a forme di vita e considerando che sotto la superficie ghiacciata di Encelado si nasconde un oceano, tutto fa pensare a forme di vita che vivono sott’acqua.

Lo studio internazionale che ha formulato la nuova ipotesi è guidato dall’Università di Parigi Sciences et Lettres (Psl) ed è stato pubblicato sulla rivista Nature Astronomy. Si basa sui dati ottenuti dalla sonda Cassini nel corso della sua lunga missione, conclusa nel 2017.

Un oceano pieno di vita sotto i ghiacci di Encelado: l’ipotesi

Alcune ricerche recenti avevano già dimostrato come sotto la coltre ghiacciata che avvolge Encelado si nasconda un vasto oceano d’acqua “scaldata" dall’attività geologica della luna. Sono presenti anche bocche idrotermali simili a quelle presenti nei nostri oceani e che potrebbero essere state alcune delle prime culle della vita sulla Terra.

Per il momento, però, è impossibile andare direttamente sotto i ghiacci di Encelado ma si possono ottenere ugualmente informazioni preziose analizzando i vapori rilasciati dai geyser che costellano la superficie ghiacciata della luna e riversano nell’atmosfera gas prodotti direttamente dagli oceani.

I ricercatori hanno cercato di capire quali meccanismi potrebbero spiegare la produzione del metano rilevato nei getti. Un aiuto prezioso è arrivato dai dati di Cassini, la sonda realizzata congiuntamente da Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Dalle ricerche è emerso che nessun meccanismo geologico noto sarebbe in grado di giustificarne una tale quantità di metano, che potrebbe invece essere compatibile con una produzione di origine biologica e quindi apre alla possibilità di una presenza di alieni.

Gli scienziati tengono a precisare che non si tratta di una prova di esistenza di forme di vita, piuttosto di indizi di “compatibilità" con queste ipotesi e di una conferma ulteriore che le bocche idrotermali di Encelado sono ambienti di altissimo interesse per la ricerca sulla vita extraterrestre.

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