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Sito di testi di canzoni accusa Google: "Copia i nostri contenuti"

Secondo il sito Genius.com, Google avrebbe copiato i testi delle canzoni mostrati sul motore di ricerca direttamente dal proprio sito. Ecco il perché

17 Giugno 2019 - Quante volte hai cercato su Google “titolo di una canzone+testo” o “titolo+lyrics” e il motore di ricerca ti ha mostrato un box di testo dove compare il testo della canzone da te cercata? Di sicuro ben più di una volta, perché è una funzionalità di Google già da un bel po’ ma che, adesso, potrebbe costar cara all’azienda di Mountain View che è stata denunciata in USA da Genius Media Inc.

Genius Media è la società che sta dietro il sito Genius.com che, oltre a pubblicare notizie sulla musica, pubblica anche i testi di molte canzoni. Tramite un banalissimo stratagemma Genius Media è riuscita a dimostrare che alcuni testi mostrati da Google nei suoi box all’interno delle pagine dei risultati di ricerca provengono direttamente (e senza alcuna modifica) dalle pagine di Genius.com e che Big G, di fatto, le ha copiate. Google non ha ancora risposto alle accuse, ma non è la prima volta che Big G deve fronteggiare le lamentele dei siti dai quali attinge le informazioni.

Da dove vengono i testi delle canzoni mostrati da Google

Quel box che ti mostra il testo della canzone solitamente è fatto così: in alto c’è il titolo, subito sotto l’artista, poi la prima parte del testo della canzone. C’è poi una freccia che punta verso il basso: se ci clicchi sopra compare il resto del testo, i compositori e il Copyright. Questo box fa parte dei cosiddetti “rich snippets” di Google e altri esempi di questi snippets sono le ricette, le informazioni su un luogo o un personaggio famoso (spesso estratte da Wikipedia). Il problema con i rich snippet è che l’utente, se ha a disposizione l’informazione che cerca direttamente da Google, non cliccherà mai sul sito da cui quella informazione è tratta. Per questo non sono pochi i siti che lamentano questo comportamento di Google, accusando l’azienda di copiare i propri contenuti.

Google pizzicata per gli apostrofi

Genius è riuscita a dimostrare che “Google copia” con uno stratagemma banalissimo: ha inserito nei testi delle canzoni una serie di apostrofi, alcuni in corsivo e altri senza formattazione. La distribuzione di questi apostrofi in realtà altro non era che un messaggio in codice Morse: “Red Handed“. Che in italiano vuol dire “Colto sul fatto“. Google, quindi, secondo Genius è stata colta con le mani nella marmellata e, adesso, dovrà rispondere del suo comportamento in tribunale perché nei rich snippets tratti dal sito Genius.com gli apostrofi erano ancora tutti lì.

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