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Lo smartphone ti dice se hai bevuto troppo: arriva l'app

Dall’ Università di Pittsburgh arriva uno studio che mostra come uno smartphone può scoprire se hai bevuto troppo con una precisione del 90%

Bere troppo alcool non fa solo male alla salute, ma è anche pericoloso per gli altri se ci mettiamo alla guida dopo aver bevuto. Per questo da anni tutti i Governi del mondo hanno lanciato campagne informative finalizzate a dissuadere i cittadini, specialmente i più giovani, dal mettersi alla guida dopo aver bevuto.

Il problema, però, è che raramente chi beve si rende conto di non essere in grado di guidare: tutti dicono di aver bevuto poco e che non ci sono rischi. Per questo gli stessi Governi hanno imposto limiti di legge bassissimi sulle percentuali di alcool nel sangue di chi guida: in Italia il tasso alcolemico massimo consentito è di 0,5 grammi per litro di sangue, in USA dello 0,08% per 100 ml di sangue. Misure diverse che indicano la stessa cosa: basta bere pochissimo per superare i limiti di legge e diventare pericolosi. Eppure, ancora milioni di persone nel mondo si mettono alla guida dopo aver bevuto troppo. La risposta, forse, potrà arrivare da uno studio della facoltà di Medicina dell’Università di Pittsburgh: un’app dello smartphone ti dice quando hai superato il limite.

Come sapere se hai bevuto troppo con un’app

Alla base della ricerca dell’istituto universitario americano c’è la constatazione che chi beve troppo comanda male i suoi muscoli, ha riflessi più lenti e spesso barcolla. Anche leggermente, a volte in modo quasi impercettibile per l’occhio umano. Ma non per un accelerometro, come quello presente in ormai tutti gli smartphone moderni. Per questo sono stati selezionati 22 adulti tra 21 e 43 anni ai quali è stata fatta bere della vodka mentre avevano uno smartphone agganciato alla parte inferiore del corpo con un elastico. Poco dopo un’apposita app ha iniziato a registrare i movimenti dei volontari in cerca di qualcosa di anomalo. Il risultato? Nel 90% dei casi l’app è riuscita a individuare un soggetto con un tasso alcolemico superiore allo 0,8%.

Sensori salvavita

Ci vorrà ancora un bel po’ prima che questo studio possa essere trasformato in una nuova funzionalità per i nostri smartphone, ma una cosa è ormai chiara: la gran quantità di sensori presenti sui nostri smartphone, e la loro sempre maggiore qualità e sensibilità, può essere usata per scopi vantaggiosi all’intera società. Google, ad esempio, ha iniziato un programma che porterà tra pochi anni a usare i sensori degli smartphone come dei sismografi. Anche questo potrebbe salvare migliaia di vite ogni anno in tutto il mondo.

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