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Spotify attiva la geolocalizzazione: lotta ai furbi dell'abbonamento

Spotify vuole scovare gli utenti che, nonostante abbiano sottoscritto l'abbonamento famiglia, non potrebbero usufruirne. Per farlo, sfrutterà geolocalizzazione

16 Settembre 2019 - Continua il lavoro di “affinamento” dell’offerta e dei servizi da parte di Spotify. Negli ultimi mesi, il gigante svedese dello streaming audio sta provando a differenziare i profili di abbonamento, così da andare incontro alle esigenze di un’utenza sempre più vasta ed eterogenea.

Da qualche tempo, ad esempio, è in fase di test il profilo Duo, un piano speciale dedicato alle coppie che si posiziona tra il premium tradizionale e il piano family. Sul fronte dell’abbonamento familiare, invece, Spotify intende rendere più stringenti i controlli sugli utilizzatori, così da scovare i furbetti dell’abbonamento multiplo. Le condizioni di utilizzo di Spotify Famiglia, infatti, prevedono che tutti gli utilizzatori risiedano nello stesso stabile, o quanto meno nello stesso indirizzo. Accade spesso, invece, che l’abbonamento family venga attivato da amici con lo scopo di dividere le spese.

Spotify e geolocalizzazione

Il gigante dello streaming ha deciso così di risolvere il problema alla radice e, a quanto sembra, a partire dal 13 ottobre Spotify adotterà una nuova policy. Nei termini e nelle condizioni d’uso della piattaforma di streaming è stata inserita una clausola che fa riferimento alla possibilità di verificare la posizione geografica degli account di un abbonamento Spotify Family.

Come annunciato, lo scopo è quello di controllare se effettivamente tutti gli account attivati risiedono nella medesima abitazione. La geolocalizzazione degli utenti non dovrebbe essere continua, ma la posizione sarà verificata con un check manuale. Il tutto avverrà nel pieno rispetto della privacy degli iscritti e tutte le informazioni relative alla geolocalizzazione saranno criptate e non memorizzate, oltre a non essere disponibili per l’utilizzo per scopi pubblicitari.

Spotify e geolocalizzazione: le polemiche

Questo intervento voluto d Spotify vuole contrastare il fenomeno della vendita degli account secondari spesso effettuata da gruppi di amici e volta proprio alla riduzione dei costi. Ma per molte persone, soprattutto per i cosiddetti difensori della privacy, non tiene conto, ad esempio, della possibilità che i membri di uno stesso nucleo famigliare, per motivi diversi come lo studio o il lavoro, possono risiedere in località differenti o perché no, anche in diverse abitazioni.

Spotify e SoundBetter

Sempre nell’ottica di un rafforzamento per offrire un servizio migliore e più esclusivo, Spotify ha recentemente acquisto SoundBetter, una piccola azienda specializzata nel mettere in contatto musicisti indipendenti, professionisti e produttori del settore musicale. SoundBetter resterà una realtà a sé stante, ma offrirà una serie di servizi che verranno integrati in Spotify for Artist, la sezione ideata dall’azienda scandinava per aiutare i musicisti emergenti e non solo.