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Una "tempesta" di buchi neri ha sconvolto la galassia Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Una "tempesta" di buchi neri ha sconvolto la galassia

Una tempesta di buchi neri ha sconvolto la galassia. Per gli scienziati, potrebbe dirci qualcosa sulle origini dell'universo.

I buchi neri hanno rappresentato un enigma irrisolvibile per innumerevoli scienziati, primo fra tutti Albert Einstein. Gli astronomi hanno provato a dedurre, da una distanza di milioni di anni luce e sulla base di informazioni per forza di cose frammentarie, quale fossero le caratteristiche di tali gigantesche formazioni galattiche. Da tutt’altro punto di vista, scrittori, registi e sviluppatori di videogiochi hanno provato a immaginare quali rivoluzionari segreti potessero nascondere i più misteriosi e affascinanti tra tutti i corpi celesti. Formalizzando le loro speculazioni in libri, film e opere multimediali interattive, i creativi si sono chiesti: è possibile viaggiare da un capo all’altro dello spazio tramite un buco nero? O forse si tratta di macchine del tempo? O ancora di un punto di passaggio tra dimensioni diverse? A proposito di fiction, la foto di un buco nero supermassiccio al centro della galassia ha fatto riferimento proprio a un’opera di finzione: lo scatto di Messier 87 è ormai conosciuto da chiunque ne abbia sentito parlare come "l’occhio di Sauron".

L’ultimo studio sui black holes arriva però dal Giappone e prefigura un evento davvero apocalittico: una "tempesta" di buchi neri dalla portata devastante.

Ecco tutti i dettagli.

Cos’è la tempesta di buchi neri osservata dagli scienziati nello spazio

Secondo gli scienziati, i buchi neri sono legati tra loro. A rappresentare questa linea rossa, quelli che potrebbero essere definiti "venti", generati dall’attività degli enormi oggetti e proiettati dall’interno all’esterno del buco nero. Quando sono nati i venti galattici? La domanda se l’è posta Takuma Izumi, ricercatore presso l’Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone. Il team dell’astronomo ha scrutato le profondità dell’universo con il Subaru Telescope a disposizione dell’università, individuando un centinaio di buchi neri a 13 miliardi di anni luce dalla Terra. Una formazione che, in ragione del tempo che la luce impiega per arrivare da un capo all’altro dell’universo, è databile appunto 13 milioni di anni fa. Una data molto vicina all’origine dell’universo.

Cosa vogliono fare adesso gli autori della scoperta

"Le nostre osservazioni supportano recenti simulazioni al computer ad alta precisione, che hanno previsto come le relazioni co-evolutive erano in atto anche 13 miliardi di anni fa". Queste le parole contenute in una nota in allegato allo studio di Izumi. L’autore nipponico adesso intende allargare e approfondire il processo di osservazione, in modo da capire se la "tempesta di buchi neri" rappresenti un’immagine accurata dell’universo in quel momento, collegata alla nascita dei venti galattici.

Giuseppe Giordano

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