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Il destino di TikTok è incerto: vendita o ban definitivo dagli Usa

L'amministrazione Trump ha dato altri 7 giorni di proroga al bando di TikTok: il destino dell’app di ByteDance appare incerto

Il destino di TikTok si deciderà il prossimo 4 dicembre, dopo che il governo degli Stati Uniti ha concesso altri 7 giorni di proroga. In quella data si saprà se la popolare app di video brevi e divertenti sarà venduta o soggetta al bando ordinato dal presidente uscente Donald Trump per questioni di sicurezza nazionale.

Dopo la vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali dello scorso 3 novembre, è arrivata una nuova tregua per TikTok, app accusata di essere una minaccia per la cybersicurezza degli Stati Uniti. Il braccio di ferro prosegue ormai dallo scorso agosto, quando l’amministrazione Trump ha imposto a ByteDance, società cinese proprietaria dell’app social, di vendere entro 90 giorni. La scadenza era fissata al 12 novembre, ma dopo le due proroghe si dovrà attendere il 4 dicembre per scoprire la sorte di TikTok, se sarà venduta alla newco di proprietà di Oracle e Walmart o bandita dal suolo statunitense.

TikTok ottiene un altro rinvio al 4 dicembre

La nuova proroga che fissa la decisione sul destino di TikTok al 4 dicembre è stata ottenuta da ByteDance dopo aver presentato nuovi documenti al Committee on Foreign Investment degli Stati Uniti, o CFIUS, che si occupa di controllare gli investimenti stranieri.

La documentazione riguarda la cessione del popolare social di ByteDance a una newco, la TikTok Global, con sede negli Stati Uniti e di cui fanno parte Oracle, Walmart e gli investitori statunitensi dell’azienda. Questo l’accordo che aveva ottenuto la benedizione di Trump, ma aveva fatto storcere il naso ai cinesi, dato che il cda di TikTok Global sarebbe composto soprattutto di consiglieri statunitensi.

Inoltre, ByteDance ha contestato il ban dell’amministrazione Trump anche da un punto di vista legale e presentando i nuovi documenti ha ottenuto l’ennesima proroga all’entrata in vigore del bando.

TikTok, la protesta dei creator USA

A opporsi al ban di TikTok però sarebbero i creator statunitensi della piattaforma, che hanno apertamente protestato contro i divieti dell’amministrazione Trump, temendo importanti cambiamenti per la piattaforma social. Per questo su internet impazzano le proteste degli influencer, che sperano di rinviare la discussione fino all’insediamento alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio 2021 del neo presidente eletto Biden, che potrebbe porre fine alla vicenda.

La guerra a TikTok dell’amministrazione Trump

La guerra di Trump a TikTok è iniziata nell’agosto 2020, quando il presidente ha firmato un ordine esecutivo che vietava qualsiasi tipo di interazione economica con ByteDance e le sue società controllate. Un ban dettato dai timori sulla sicurezza nazionale e sul fatto che l’app di TikTok potesse essere usata dal governo cinese per spiare chi la utilizza e carpire importanti dati personali.

Da allora a colpi di rinvii e proroghe, TikTok viene ancora utilizzata dagli utenti negli USA, anche se è stato fatto divieto di utilizzo dell’app ai militari e a chi lavora nell’amministrazione.

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