Libero
Lo spazzolino da 2 dollari che salvò la ISS Fonte foto: 123RF - cookelma
SCIENZA

I trucchi spaziali da pochi dollari che hanno salvato la ISS: gli aneddoti

Nello spazio possono accadere cose imprevedibili, e in quei casi la creatività può essere più efficace delle strumentazioni tecniche più evolute.

Soltanto pochi giorni fa gli astronauti di stanza sulla ISS sono stati costretti a prepararsi per l’evacuazione della stazione spaziale a causa di una pioggia di detriti che rischiava di colpirla.

I detriti erano frutto di un test missilistico russo, il quale ha prodotto una gran quantità di detriti che vanno oggi ad aggiungersi alla già nutrita schiera di “rifiuti" che vagano incontrollati nell’orbita terrestre.

Ma i rischi della vita nello spazio non riguardano soltanto i detriti, e a volte la prontezza di studiare una soluzione creativa può salvare la soluzione.

Soluzioni creative nello spazio

Altre volte la ISS ha rischiato di vedersi procurati gravi danni, e non soltanto dal passaggio di detriti spaziali: nonostante il controllo della missione abbia pronta una lista quasi infinita di probabilità e conseguenti soluzioni, l’impredicibile può accadere anche nello spazio.

Ed è in quei casi che le risorse degli astronauti diventano centrali: è successo durante la missione Apollo 13, quando gli astronauti hanno dovuto trovare il modo di infilare un gancio quadrato in una sede circolare, e succede anche sulla ISS.

Come avvenne per la crew dell’Apollo 13, anche qui nastro americano, cartone, buste di plastica e altri oggetti d’uso comune possono diventare di importanza vitale.

Quando la Stazione Spaziale Internazionale era in costruzione, per esempio, uno dei pannelli solari appena dispiegati si strappò durante l’operazione, e non c’erano a bordo strumentazioni tecniche adatte ad aggiustarlo.

Gli astronauti hanno così costruito con quello che avevano a disposizione degli enormi giunti, una sorta di giganti gemelli per camicie, con cui hanno letteralmente ricucito lo strappo. I "gemelli" sono ancora al loro posto, ed è soltanto grazie alla prontezza della crew che quell’array di pannelli solari alimenta ancora oggi la ISS.

Lo spazzolino da denti che salvò la ISS

Sulla Stazione Spaziale si trovano le più evolute strumentazioni tecnologiche che si possano immaginare, eppure a volte la prontezza di perseguire una soluzione alla MacGyver si è rivelata capace di salvare la situazione.

Quando la scorsa estate l’equipaggio iniziò a cercare la perdita sul modulo Zvezda, ovviamente prese in considerazione il rilevatore ultrasonico di perdite, ma questo non funzionò.

Dopo giorni e giorni di ricerche, a salvare la situazione ci pensarono delle semplicissime foglie di té, che attirate dalla perdita riuscirono ad indicare finalmente agli astronauti il buco sulla carena di Zvezda.

Ma l’aneddoto più incredibile risale al 2012, quando gli astronauti Sunita Williams e Akihiko Hoshide si trovarono a dover aggiustare il pannello di accensione principale della Stazione Spaziale.

Fuori in missione extraveicolare, si trovarono di fronte all’impossibilità di ripristinare il sistema, perché dei bulloni erano rimasti incastrati dalle polveri metalliche e i due non avevano a disposizione la strumentazione necessaria per terminare l’operazione.

Serviva qualcosa per pulire i bulloni, e in fretta: ebbene, gli astronauti se lo sono costruito con dei cavi dell’alta tensione e uno spazzolino da denti da 2 dollari.

Lo spazzolino metallico fai-da-te di Williams e Hoshide, ovviamente modificato per poter essere maneggiato con gli enormi guanti della tuta spaziale per le missioni EVA, ha salvato il sistema elettrico dell’intera Stazione. Uno spazzolino da 2 dollari è riuscito a salvare una Stazione da 200 miliardi di dollari.

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963